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Ecco cosa accade quando chiamate una donna puttana

Qualche giorno fa, mentre prendevo il caffè con un’amica, lei mi ha fatto una confessione.

Quando ero al liceo, ad un certo punto, senza alcun motivo apparente, dei ragazzi hanno cominciato ad insultarmi, a chiamarmi puttana, a darmi della troia. Arrivarono a scrivere sui muri del mio quartiere il mio nome insieme a quegli insulti.
Era inspiegabile per me ragazzina quel comportamento. L’unica vera spiegazione è che ero procace e spiritosa, più delle coetanee. Già considerata alla stregua di un oggetto sessuale, seppure così piccola. Adesso verrebbero chiamati bulli. All’epoca nessuno se ne curò. Non gli insegnanti, non i compagni. A casa non ne parlavo per vergogna e tenevo quel tormento tutto per me.
Agli insulti – fatti a chi non poteva né sapeva difendersi – seguirono le molestie, i palpeggiamenti, un tormento continuo. La prima volta che mi chiamarono puttana non avevo ancora dato nemmeno il primo bacio. Quegli anni furono d’inferno.
La mia prima volta si consumò in uno scantinato buio, con la mano di uno di quei ragazzi premuta sulla mia bocca, e io ricordo solo il dolore e il disgusto. Dopo anni che mi chiamavano puttana, io credevo di esserlo diventato… e di meritare quei trattamenti. Ci ho messo decenni a risalire la china, a riprendermi la stima di me stessa e, ogni volta che incontro un uomo, io continuo ad essere terrorizzata. Ho sempre paura di rivedere in lui gli sguardi di scherno, gli insulti e le molestie.

Ecco, è questo che accade quando chiamate una donna puttana, pompinara, mignotta, troia: parole che arrivano come delle pugnalate sul viso, che le lasceranno i segni per tutta la vita. Ricordatevelo, quando agite con idiozia per fare gli spiritosi o i maschi alpha, sia che siate conoscenti, sconosciuti, datori di lavoro, colleghi, compagni, mariti, fidanzati. Siete visti come delle MERDE e come tali sarete trattati.

La mia amica, anzi le mie amiche ed io, vogliamo denunciare quanto anche una parola possa ferire profondamente e vogliamo che tutto questo non accada più. Le mie amiche, compagne e colleghe ed io vi aspettiamo, tutte e tutti, il 26 novembre alla Manifestazione Nazionale contro la Violenza sulle Donne.

Riflessione di Francesca Pulice

About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB... [Read more]

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