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Natalino Balasso paragona i commessi agli infermieri: poco originale e fuorviante

Caro Natalino Balasso, ho aspettato la vigilia di Natale per rispondere al tuo post. Forse il giorno più duro per quei tanti lavoratori che con il tuo post, molto confuso, hai offeso e anche preso un po’ per il culo.

Nel paese in cui tutti sentono il dovere di parlare di tutto, anche tu hai confermato la tradizione e ti sei espresso su Carrefour e il lavoro a Capodanno e Santo Stefano, prendendo probabilmente spunto da un mio post sulla Carrefour divenuto virale su Facebook. Caro Natalino, se proprio sentivi il dovere di dire qualcosa, potevi prima ascoltare chi vive sulla pelle quelle condizioni di lavoro e fare le differenze con la lunga lista di categorie messe a confronto sul post.

Non sei il primo e non sarai neanche l’ultimo che accosta i lavoratori del commercio ad atri, anch’essi impegnati nei giorni domenicali e festivi. Ma questo accostamento è superficiale e non racconta la verità.

In realtà eri partito bene:

Per quanto riguarda il mio personale gusto, i centri commerciali potrebbero chiudere per sempre.

Ma poi ti sei perso per la strada:

Ma davvero non vi sembra ipocrita scandalizzarvi per il Carrefour aperto a Santo Stefano e non fare una piega per i ristoranti aperti a Natale? Davvero trovate normale andare al bar il 1 gennaio e implorare i sindacati per il turno del supermercato? Cos’ha un barista di tanto disprezzabile rispetto a una cassiera? Sareste contenti di andare al pronto soccorso e trovare chiuso perché giustamente è festa? O di stare in mezzo alla strada perché l’ambulanza fa il ponte? Insomma i lavoratori vanno rispettati, tranne quelli di cui avete bisogno voi.

Vedi Natalino, paragonare il vendere barattoli di pomodori pelati o jeans e camicette non è equiparabile neanche lontanamente ad un servizio pubblico essenziale, per il quale anche tu paghi fior di tasse proprio perché è essenziale. Un pronto soccorso, un’ambulanza, ma anche i servizi di sicurezza e di mobilità debbono essere sicuramente funzionanti. Perché salvano le vite umane, perché sono pubblici. Di tutti noi. Anche per questo un infermiere guadagna molto di più con i turni festivi e notturni. Tu sai quanto guadagna un socio di cooperativa per lavorare un’intera notte alla Carrefour?

Caro Natalino, la gran parte dei commessi a cui ti riferisci ha iniziato questo lavoro quando la domenica, i giorni di festa e la notte, gli esercizi commerciali erano chiusi; a differenza di chi lavora nella ristorazione. Fu il nefasto decreto Monti a liberalizzare queste attività e a renderle una jungla. La promessa era quella di far ripartire i consumi e aumentare l’occupazione e così di certo non è stato. E poi lo sai anche tu che a Natale la mancia al cameriere è generosa, no?

Più che le attività aperte, non è da disprezzare il sistema schiavistico dei turni, nei supermercati, negli ospedali, negli autogrill, non a Natale ma tutto l’anno, in certe attività? Quando ordinate le vostre cazzate su Amazon vi fate due domande sull’inferno dei corrieri, anche se consegnano solo nei feriali o vi limitate a incazzarvi se consegnano in ritardo? Perché non proponete speciali assunzioni nelle feste così lavorerebbe anche qualcun altro che magari avrebbe bisogno di due lirette e se ne fotte il cazzo delle vostre feste comandate? E magari se qualcuno rispetta il Ramadan vi girano i coglioni.

Insomma, sei solo uno dei tanti che insiste con la tiritera degli infermieri, delle forze di polizia, degli autobus, dei ristoranti e via via discorrendo. Uno dei tanti che non dice che le scuole, gli uffici postali, le banche, gli sportelli pubblici, gli uffici privati e tutte le attività non essenziali sono giustamente chiusi. Sei uno di quelli che dell’inferno che vivono i lavoratori Amazon ne parla, nulla più.

Come ti dicevo all’inizio, ho aspettato la vigilia di Natale per rispondere al tuo post. Gli ultimi due mesi, per i tanti lavoratori del commercio, hanno rappresentato un lungo conto alla rovescia che li ha condotti all’agognato 24 dicembre stremati, all’annuncio di chiusura di questa sera che porrà fine ai loro tormenti e accompagnerà gli ultimi clienti fuori dal negozio. Un urlo di gioia che rimbomberà nel loro luogo di lavoro ormai vuoto, un veloce scambio di auguri e tutti di corsa a timbrare rapidamente l’uscita per arrivare puntuali al cenone.

Dai Natalino, fai un altro post. Prova a usare la tua notorietà social per dar loro una mano ad uscire dall’invisibilità!!

About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato... [Read more]

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