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Reportage

Il reportage realizzato da Antonio Musella, giornalista di Fanpage, ha raccolto alcune storie delle lavoratrici dei supermercati e dei centri commerciali: il loro quotidiano, i fenomeni di sfruttamento di cui sono state vittime e come il loro lavoro – che alcune definiscono “violento” – incide sulla vita di tutti giorni. Il quadro che ne viene fuori è sconcertante.

“Quando arrivavo a casa dovevo decidere se lavarmi, se mangiare o se dormire, perché tutte e tre queste cose non le potevo fare, non avevo il tempo. E se lavori 15 ore al giorno un po’ devi dormire.”

Un video realizzato circa un anno fa che, alle soglie del Natale, è quantomai attuale. D’altro canto il titolo la dice lunga: “Cassiera: una vita da incubo!

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Siamo a Roma e mancano pochissimi giorni al Natale. Un giro nei centri commerciali con Valentina Petrini, una troupe di LA7 con una telecamera nascosta ed ecco svelate le condizioni di lavoro che vivono i “nuovi schiavi” nei centri commerciali. Tra salari da fame e lavoro in nero, fino ad arrivare alla “storia di Natale“… da far accapponare la pelle. Un video trasmesso a ridosso del Natale 2011 e da allora le sofferenze di questi lavoratori, a mio avviso, sono addirittura aumentate. Tu che ne pensi?

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Ancora un video girato a Roma. Un tour nei centri commerciali con una troupe di Servizio Pubblico, nota trasmissione di Michele Santoro. Una telecamera nascosta ed ecco nuovamente svelate le condizioni di lavoro di chi si guadagna da vivere nei templi dello shopping. Tra salari da fame, precarietà e lavoro in nero.

La puntata di Servizio Pubblico è la 12a del 2012, dal titolo provocatorio: “Tutta la vita davanti”. I grandi centri commerciali italiani sono diventati fabbriche del precariato. Giovani commesse lavorano fianco al fianco con decine di contratti diversi: stagiste, apprendiste, contratti a termine e interinali, quando non addirittura al nero.

Insomma, la flessibilità aumenta e i diritti diminuiscono. Non basta più l’indignazione, bisogna cominciare a lottare per invertire la tendenza.