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Tre mesi di congedo INPS per le donne lavoratrici vittime di violenza

Arriva la circolare numero 65 dell’INPS sul congedo indennizzato per le donne vittime di violenza di genere, ad esclusione di quelle occupate come lavoratrici domestiche e familiari

Una donna su tre è stata vittima di violenza nel corso della sua vita e la mancanza di un lavoro e di un reddito impedisce di recidere il legame con mariti, compagni o familiari violenti. L’esposizione alla violenza è legata anche alle condizioni occupazionali ed economiche peggiorate con la crisi. Purtroppo per il 95% della donne è impossibile denunciare e l’entrata in vigore del provvedimento potrebbe contribuire ad abbattere il muro di silenzio.

Tre mesi sono pochini per lasciarsi alle spalle le difficoltà, ma permettono di allontanarsi dalla vita di tutti i giorni. Tre mesi possono aiutare a maturare la consapevolezza di intraprendere un percorso certificato dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio, requisito necessario per fruire del congedo e dell’indennità.

Il congedo può essere goduto in coincidenza di giornate nelle quali è previsto lo svolgimento della prestazione lavorativa (con esclusione quindi dei giorni festivi, dei periodi di sospensione dell’attività lavorativa o dei periodi di aspettativa e dei giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro). Può essere fruito in modalità giornaliera o oraria, secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi nazionali. Per le giornate di congedo utilizzate per svolgere i percorsi di protezione è corrisposta un’indennità giornaliera pari al 100% dell’ultima retribuzione.

In caso di fruizione oraria, l’indennità è pagata in misura pari alla metà dell’indennità giornaliera. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro, salvo conguaglio, secondo le modalità previste per le indennità di maternità. E’ corrisposta direttamente dall’Istituto alle lavoratrici per le quali è previsto il pagamento diretto delle indennità di maternità. Le lavoratrici che hanno già usufruito di periodi di congedo dall’entrata in vigore della riforma (25 giugno 2015) ad oggi, presentano una domanda anche per tali periodi, in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati.

Ci vuole sicuramente ben altro per combattere quella violenza silente che origina dagli squilibri nei rapporti di genere, che si alimenta nei rapporti di ‪potere presenti all’interno delle ‎relazioni, siano esse ‪‎familiari o di lavoro. Quella ‪‎violenza che parla della volontà di controllo, dominio, possesso degli ‪uomini sulle ‪donne. Comunque un piccolo passo è stato fatto, concorriamo a far sì che ne seguano altri.

About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato... [Read more]

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