Home / Violenza di genere / Al centro commerciale: per il rinnovo del contratto serve il test di gravidanza
centro commerciale contratto gravidanza

Al centro commerciale: per il rinnovo del contratto serve il test di gravidanza

Buongiorno Francesco, ti racconto la mia storia…

Lavoravo in un negozio del centro, a tempo indeterminato finché non sono rimasta incinta. Una volta tornata dalla maternità facoltativa la mia vita è diventata un inferno: non avevo più riposi né giorni liberi, le turnazioni erano infernali perché “io avevo già fatto molti giorni a casa”, quindi neanche le ferie.

L’allattamento era a discrezione della mia azienda e non la necessità del mio bambino, le mie 2 ore giornaliere erano organizzate da messaggi alle 7 del mattino con scritto “oggi arriva un’ora dopo” oppure un messaggio alle 14 con scritto “vieni alle 15.30 anziché alle 15.

Ho resistito quasi 3 mesi, poi ho dato le dimissioni!

Sono stata a casa e ho ricominciato a lavorare un anno fa in centro commerciale , contratti di 3 mesi in 3 mesi, tutti i weekend, tutte le feste dentro quel mostro di cemento. Finché a maggio ho visto la luce, o almeno credevo.

La store manager di un negozio mi conosce bene,  mi cerca, mi vuole, un sacco di promesse. Quindi accetto.

Dopo pochi mesi mi accorgo che l’ambiente non è sano, pretendono ore di straordinario gratis, orari assurdi, ad agosto mi sposo e non mi danno neanche le ferie matrimoniali, mi danno qualche giorno e basta. Ma solo dalla busta paga, il mese seguente, ho scoperto che le ferie erano le mie, non quelle che spettano per il matrimonio.

Ma adesso viene il bello, il secondo rinnovo va dal 31 agosto al 30 novembre: ad ottobre mio padre viene ricoverato e deve subire un’operazione complessa, quando non lavoro sono in ospedale da lui, di notte non dormo per la preoccupazione, mangio male, al lavoro sono stanca e prendo un po’ di peso..

Il 29 novembre mi dicono che non hanno il mio rinnovo pronto, che sospettano che io sia incita e quindi mi rimpiazzano. Mi chiedono un test di gravidanza per farmi eventualmente un ulteriore mese di contratto.

Ti lascio immaginare com’è finita… Ma oggi, domenica 2 dicembre, sono a casa con la mia famiglia, con mia figlia e mio marito. E nonostante tutto non potrei essere più felice.

About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale Cobas [Read more]

Leggi anche

Commessa incinta e “in nero” si sente male, ma non può andare a casa

Stamane mi sono imbattuto su questo post, pubblicato su uno dei tanti gruppi Facebook  su …

17 Comm.

  1. Mi dispiace per come è stata trattata questa signora, ha tutta la mia solidarietà. Io vorrei fare una proposta ai nostri politici : invece del reddito di cittadinanza, dare mille euro al mese alle donne che, per libera scelta, decidono di non lavorare e restare in famiglia. Resterebbero posti di lavoro per gli uomini che tornando a casa troverebbero ordine, cena e figli ben seguiti,.

    • gli uomini quindi non avrebbero questa possibilità di scelta perché non sanno tenere la casa, crescere i figli, cucinare, o tutte e tre?
      invece le donne si?per nascita?

    • e perche’ non il contrario??

    • Ma che proposta è?
      Ha mai pensato che una donna potrebbe avere ambizioni personali e professionali? Ha mai pensato che la sua proposta è schifosamente maschilista? Spero che sia un troll. Se così non fosse, faccia un piacere alla società, non si riproduca.

    • What? Troverebbero casa pulita, cena pronta e bimbi in ordine? Dove siamo? In che nazione e in che secolo? L’unica risposta sensata da dare è denunciare questi pdv e datori di lavoro!

    • Si certo, sogna!

    • Non siamo più nell’800.

    • Ma che cavolo sta dicendo! Il rispetto dei diritti, del contratto di lavoro indipendentemente dal genere.Una donna ha diritto a tutto ciò. Ancora di più perché fa figli e contribuisce ad un aumento demografico che fa girare l’economia. È questo quello che serve. E poi dicono che in Italia non si fanno i figli. Per forza

    • Veramente una soluzione perfetta.
      Perfetta per il 1700.

    • Perché invece non permettere alle donne di vivere come persone, e non come macchine da riproduzione, che quando riproducono perdono status sociale e anche se sono laureate 110/110 e iscritte a un ordine professionale cominciano una battaglia a vita per fare valere diritti fondamentali? Comprendo le sue buone intenzioni, ottima l’idea del contributo alla madre che è costretta a occuparsi di casa e figli, ma come incentivo a rientrare in fretta nel mondo del lavoro.

    • Spero tu stia scherzando

  2. Denunciate sempre ogni genere di abusi.
    É l’unico sistema !!!

  3. Penso che la donna puó scegliere se fare e stare con la famiglia o intraprendere una carriera lavorativa, avere tutte e due le cose insieme si rischia di stare troppo poco con i figli e di non tenere testa a quello che è il suo impiego. Mi spiace comunque per la signora che non ha avuto i diritti che gli spettavano.

    • ti dico un segreto, senza soldi non mantieni figli e senza lavoro non hai soldi. quindi lavoro+figli non dovrebbe essere un binomio tanto fuori dal mondo

  4. Basta con il lavoro al sabato , alle domeniche e tutte le feste . I genitori hanno bisogno di stare con i figli e non sempre con i nonni o abbandonati a se stessi x ore e ore fino al rientro dei genitori. Ma dove sono i sindacsti che tutelano i diritti dei lavoratori e lavoratrici o hanno solo doveri ? Folle e assurde queste esigenze dei datori di lavoro …… fateli voi i figli allora

  5. da giugno 2019 esce la legge internazionale 187 paesi contro la violenza e mobbing sul lavoro causato alle donne
    OTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.