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Cameriera denuncia molestia del ristoratore: grazie al suo coraggio regolarizzate oltre 100 persone.

Iacovone (Cobas): “Abbiamo pianto assieme”

La ragazza aveva sporto denuncia per violenza sessuale contro il titolare del Tonnarello e di altri locali romani. Era assunta un part-time lavorando in realtà a tempo pieno, come gran parte dei suoi colleghi, che ora hanno tutti ricevuto un contratto.

Ha passato la giornata a rispondere al telefono Marilù, la cameriera del ristorante Tonnarello di Trastevere, il cui proprietario gestisce altri locali, compreso Ombre Rosse di piazza Sant’Egidio dove infatti viene servito il menù di Tonnarello, a rispondere ai suoi ex colleghi.

A decine le hanno raccontato di essere stati finalmente regolarizzati: si tratta di oltre 100 donne e uomini tra cuochi, camerieri e lavapiatti che finalmente riceveranno uno stipendio regolare e i giusti contributi previdenziali.

Il racconto della cameriera molestata dal ristoratore: “Faceva così con tutte. Avevamo paura di perdere il lavoro”


Ha passato la giornata a rispondere al telefono Maria, la cameriera del ristorante Tonnarello di Trastevere, il cui proprietario gestisce altri locali, compreso Ombre Rosse di piazza Sant’Egidio dove infatti viene servito il menù di Tonnarello, a rispondere ai suoi ex colleghi.

A decine le hanno raccontato di essere stati finalmente regolarizzati: si tratta di oltre 100 donne e uomini tra cuochi, camerieri e lavapiatti che finalmente riceveranno uno stipendio regolare e i giusti contributi previdenziali.

Trastevere, il racconto della cameriera molestata dal ristoratore: “Faceva così con tutte. Avevamo paura di perdere il lavoro”

“Abbiamo pianto assieme e non me ne vergogno”, dice ancora commosso Francesco Iacovone, del Cobas nazionale, che ha seguito fin dall’inizio tutta la vicenda. “La telefonata di Marilù mi ha regalato una gioia immensa. Pensare che tanti giovani finalmente riceveranno il giusto salario per il lavoro svolto è  la soddisfazione più grande”.

Marilù da tre anni lavorava nel noto ristorante di Trastevere: con un contratto da 24 ore settimanali svolgendone in realtà 50. La differenza le veniva pagato in contanti e in nero. È in questo quadro di illegalità e di evasione fiscale e contributiva che si delinea l’aggravante della violenza sessuale. Prima sporadici palpeggiamenti delle parti intime, fino all’ultimo episodio che aveva spinto Marilù a sporgere denuncia presso la stazione dei carabinieri di Monterotondo e a licenziarsi per giusta causa.

Per protesta contro quello che era successo a Marilù e per le condizioni di tutti i lavoratori, mercoledì è stato anche organizzato un flash mob fuori dal ristorante, con donne e sindacaliste con cartelloni in mano: “Giù  le mani dalle cameriere”.

“Una vertenza complicata quella di Marilù”, dice ancora Iacovone “che ora è nelle mani dei nostri legali. Ma sapere che a fronte delle nostre denunce pubbliche la proprietà di Tonnarello si è affrettata a regolarizzare i contratti di tutta la forza lavoro, ci dice che la denuncia era giusta e la battaglia per il salario e la dignità delle donne era l’unica cosa giusta da fare”.

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