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Cara “Mafia Capitale”, Roma è città eterna

Roma non è una città qualunque. Roma è la più bella pennellata del pittore, il miglior assolo del musicista, la poesia di ogni poeta, quell’amore che ti lascia senza fiato e ti fa battere forte il cuore. Questa è Roma, una città che la puoi ricordare quando non esisteva ancora e che da quando la vedi non assomiglia a nessun’altra, proprio come un grande amore.

Questi sono giorni bui per chi come me ama Roma, giorni misti di malinconia e tristezza, di incazzatura e rabbia. Basta digitare su Google “mafia capitale” e puoi trovare “Circa 1.080.000 risultati (0,22 secondi)”. Un mondo di mezzo fatto di criminali e di fascisti che hanno fatto affari alle spalle dei cittadini romani strumentalizzando i rom, gli immigrati, la “monnezza” e ogni genere di appalto che ruota intorno alla città. Il tutto con la complicità della classe politica capitolina da destra a sinistra, nessun partito escluso o quasi. La cronaca è ormai nota, basta digitare “mafia capitale” su google ed ecco a voi: “Circa 1.080.000 risultati (0,22 secondi)“.

Roma ne ha passate tante: dal grande incendio del 64 d.C., quando il dominio della città era di Nerone, al sacco di Roma del 1527 ad opera delle truppe dei lanzichenecchi. Dal bombardamento di San Lorenzo del luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, al “pijamose Roma” della Banda della Magliana prima maniera, nata nell’ultimo scorcio degli anni settanta. Solo per citarne alcune.

Ma Roma è città eterna, è noto. Roma è la città della maestà del Colosseo, della santità del Cupolone, del freschetto che si gode al Gianicolo, dei pinoli raccolti a Villa Panphili, del biondo Tevere, della passeggiata sull’Appia Antica, della seratina alla Garbatella, del primo bacio al Giardino degli Aranci, della pomiciata al Pincio, della mano nella Bocca della Verità, della birra a Trastevere, degli stranieri sulle carrozzelle, della gita fuori porta, del tuffo ad Ostia, della porchetta ai Castelli… E potrei andare avanti per ore…

Roma è anche la città di Trilussa, del Belli, di Pasolini, di Petrolini, di Aldo Fabrizi, di Alberto Sordi, di Gigi Proietti. Una letteratura infinita, un dialetto meraviglioso…

Roma è la città delle borgate, dei soprannomi, degli sfottò, dell’ironia, del sarcasmo, del disincanto, del derby lungo tutto l’anno, del caffè lungo/ristretto/macchiato/al vetro/freddo, del “sor maestro” che la sa lunga, del “pagamo alla romana”, del “nun pagamo proprio e famo er vento” …

Insomma, cari i miei novelli Re di Roma, ci hanno provato in tanti a fare il sacco a questa città, non siete i primi nè sarete gli ultimi. Ma Roma è città eterna, è cosa nostra; quindi levatevi di torno voi, la vostra arroganza, le vostre “stecche pare” … E “aridatece” la città!!

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