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Cara Virginia Raggi, siamo i ragazzi dello Zoo di Roma

Ciao Francesco, siamo i ragazzi dello Zoo di Roma. Scriviamo a te che ti occupi dei lavoratori del commercio. Scriviamo a te perché, nonostante siamo lavoratori e lavoratrici della Fondazione Bioparco di Roma, ci viene applicato il penoso contratto del terziario. Forse proprio perché, come spesso denunci, è il contratto che permette maggiori libertà alle Aziende.

Così accade anche da noi nonostante la partecipazione del Comune di Roma. Ad oggi quello che viviamo nel luogo di lavoro ha raggiunto picchi di gravità inenarrabili. Dal clima teso che si è instaurato nel luogo di lavoro alle carenze strutturali e gestionali in materia di salute e sicurezza a mille altri problemi quotidiani.

Ma questo è un momento cruciale. Attendiamo tristemente da due anni l’insediamento del nuovo CDA e di nuove figure dirigenziali. Attendiamo la nomina di un nuovo presidente ed in questo periodo di vuoto istituzionale, stiamo assistendo ad un penoso sperpero di soldi pubblici, con la creazione di nuove, discutibili e costose aree. Cosa assolutamente in contrasto con quelle che sono le direttive del Comune e la reale missione della Fondazione, proprio secondo il suo statuto.

Al contrario non sono quasi mai previsti lavori per la reale messa in sicurezza di aree preesistenti, che si trovano allo stato attuale in condizioni di totale fatiscenza e degrado prive degli standard minimi di sicurezza ed idoneità. Abbiamo denunciato più volte agli organi competenti e alle Asl i rischi che corriamo quotidianamente a causa delle numerose criticità e problematiche presenti nella struttura, come la potabilità delle acque, la poca agibilità e la fatiscenza di alcune strutture che ospitano gli animali, anche feroci.

Caro Francesco, auspichiamo l’intervento della Giunta Capitolina, sperando che la composizione del nuovo CDA ponga presto rimedio. Ma abbiamo anche urgenza di denunciare quanto accade. Dalle pagine del tuo blog leggiamo spesso cosa vivono i commessi con cui condividiamo le stesse aberranti condizioni contrattuali. Le vessazioni e gli abusi che spesso denunci, noi le viviamo mentre diamo da mangiare e ci prendiamo cura degli animali. Tra demansionamenti, ingiusti licenziamenti, ricatti economici con premi non elargiti, promozioni negate o magari attribuite ai più compiacenti.

Abusi che subiamo, ripetutamente. L’impressione è quella che vogliano sfiancarci, indebolirci e metterci l’uno contro l’altro. Lavoriamo in una Fondazione che ha nel suo Statuto la missione di tutela, conservazione, didattica e ricerca della fauna. Missioni questa mai portate realmente a termine. L’unico obiettivo sembra quello di aumentare i profitti, a discapito di tutto!

Anche da noi, come in qualunque centro commerciale, troverai sfruttamento del lavoro precario e dello stage, senza la reale volontà di formare personale specializzato, né tanto meno sopperire realmente alle carenze di personale che aggravano la nostra condizione. Anche da noi, come nei Carrefour solo per citare il più famoso, alcuni spazi e lavori vengono terzializzati, con utilizzo di cooperative e società private.

Come lavoratori e lavoratrici del Bioparco di Roma vogliamo chiedere al Comune di Roma un tempestivo e risolutivo intervento per ristabilire la legalità, la trasparenza e la sicurezza nel nostro posto di lavoro, per offrire davvero un servizio alla città che sia di valore etico e formativo.

Siamo come i “senza volto del commercio” perché i nostri visitatori, al pari degli acquirenti dei centri commerciali, non sanno cosa viviamo nel nostro posto di lavoro e abbiamo necessità di far sentire la nostra voce.

I bambini che vengono al Bioparco e le loro famiglie meritano di vivere un’esperienza formativa e sicura, tanto quanto noi meritiamo di lavorare in condizioni sicure e dignitose. E siamo pronti a fare tutto quanto sia necessario.

Caro Francesco, speriamo che la nostra voce arrivi fino alla Sindaca di Roma. E se non ci arriverà, saremo noi a portagliela.

About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale Cobas [Read more]

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4 Comm.

  1. e quelli che scrivono sono coloro i quali sono pagati…
    oltre a loro ci sono guide, persone all’accoglienza, alle casse, che fanno le pulizie che lavorano con le cooperative…

    guide laureate pagate 7 euro lorde l’ora e con contratto di collaborazione occasionale…
    che fanno lezione alle scuole e eventi coi turisti….
    queste persone vengono trattate anche peggio, pagate quando capita (anche a 90 giorni o oltre), costrette ad aprire partite iva e pagare tasse assurde per vedere come “stipendio” 6000€ lorde annue…

  2. Questa é musica per le mie orecchie… É proprio il caso di dirlo… Sono una ex dipendente dello Zoo di Roma e leggere la triste verità mi fa pensare che non sono l’unica a pensare tutto ciò. Ci tengo a sottolineare “EX” proprio perché si parla di stage e lavoro precario, se sono una ex dipendente è proprio per questo. Quella che dovrebbe essere formazione in realtà è sfruttamento: ti formi e impari per arrivare ad avere delle mansioni adeguate ma poi?? Poi dopo il giochino dei contratti rinnovabili fino a che si può, te ne vai perché il tuo sfruttamento è terminato, non servi più. E possono iniziare con un altra povera anima che farà la stessa fine. Per quanto riguarda le strutture fatiscenti, direi che ce ne sono eccome, anche “dietro le quinte” del Bioparco. Ricordo che avrei cambiato tante cose per far sì che alcuni animali stessero meglio, ma come precaria non conti nulla e quindi ecco che tutto rimane uguale, ma il tempo passa e le strutture quando vengono controllate per far sì che gli animali stiano bene a livello di sicurezza ed igiene? Lì si lavora per gli animali, non con gli animali, c’è una bella differenza. I dipendenti, come gli animali, devono essere tutelati e soprattutto i dipendenti DEVONO poter lavorare in condizioni dignitose, soprattutto in un posto del genere. Avrei ancora molte cose da scrivere ma non basterebbe questo spazio. Spero vivamente che tutto ciò arrivi a chi potrebbe cambiare qualcosa.

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