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Caro Babbo Natale: sono il figlio della commessa Luisa

Caro Babbo Natale, ti scrivo. Caro Babbo Natale sono il figlio di Luisa, la commessa.

E’ passato già un anno dall’ultima volta che ti ho scritto e spero tu stia bene. Chissà quanto freddo lassù in Lapponia. Qui da me, al massimo, piove. E non è ancora nemmeno tempo da maglioni!

Caro Babbo Natale, lo so: sei tanto occupato e tutti si aspettano un po’ troppo da te, ora come ora. Dall’ultima volta che ti ho scritto, lo scorso anno, ho provato a comportarmi bene, ma a volte ho fallito in modo spettacolare. Ho anche provato a fare quello che mi veniva detto, ma spesso ho trovato gioia nel fare l’esatto opposto.

Però quest’anno, se dovesse essermi rimasto un credito nei tuoi confronti, ho soltanto una piccola richiesta da farti.

No, non si tratta del giocattolo più bello o del viaggio a Disneyland, che forse soltanto tu potresti regalarmi, visto il lavoro della mia mamma. Si tratta di un regalo che ha a che fare con il tempo e con la libertà.

Vedi, caro vecchio Babbo Natale, io la mia mamma non riesco a vederla quasi mai. A volta apro gli occhi al mattino e lei è già al lavoro, e quando esco di scuola lei è in pausa pranzo. La sera non sempre riesce a leggermi le favole, sai, il centro commerciale chiude alle 22.00 qui in Italia, non so che ora sia da te in Lapponia. E così ogni giorno, fino alla domenica.

Si, perché almeno la domenica la vorrei passare insieme a lei, ma raramente ci riesco. Sai, la mamma dice che è normale, che è la legge del mercato, che la colpa è della concorrenza, ma io non le credo; perché la vedo soffrire, quanto me. A volte torna la sera, stanca, e sento le sue mani carezzarmi delicate, quasi con colpa e con la paura di svegliarmi. Altre volte le vedo gli occhi umidi che nascondono tanta rabbia e frustrazione.

Potrei continuare a lungo a raccontarti quanti momenti abbiamo perso, quante carezze mi sono mancate e quanti baci in più potevano scaldare il mio cuore; ma lo so, sei tanto occupato. Quindi, caro Babbo Natale, quello che voglio dire è…

…è che… beh! … si… ecco… quest’anno vorrei per regalo del tempo e della libertà per la mia mamma, così da poter trascorrere le feste con lei e con il mio papà, tutti e tre assieme. Almeno per una volta…

Con affetto, Giulio (il figlio della commessa Luisa).

About Francesco Iacovone

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2 Comm.

  1. Caro babbo natale, vorrei che i miei figli fossero sempre felici

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