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Carrefour: il nostro tour nella lunga notte della GDO

Siamo a Roma, sono le 23.00 e abbiamo appena sorseggiato un buon caffè. Siamo a Roma, a Largo Loria: stretti tra la Garbatella e il palazzo dei Senatori. Il nostro tour dei Carrefour aperti di notte sta per cominciare. Per chi non conosce la zona, Largo Loria al calar del sole si riempie di transessuali che si offrono a pagamento e prostitute. Altro commercio, altro sfruttamento, serpentine di auto a passo d’uomo e richiami baritonali all’amore mercenario.

Questa non è una notte come le altre, al mattino scopriremo che ci ha lasciato Bernardo Caprotti, patron di Esselunga e pioniere della GDO in Italia. Davanti la morte ci vuole sempre rispetto. Ma Bernardo Caprotti lascia la sua eredità in Esselunga: azienda dal pugno di ferro senza guanto di velluto, un mix brutale di disciplina da caserma e mortificazione della dignità e quel modello è stato ereditato dalle altre aziende della GDO, comprese le grandi Coop. Ma questa sarebbe un’altra storia.

Torniamo al nostro giro notturno. Sono con Maria, commessa di Zara e delegata USB, e insieme abbiamo deciso di passare una notte tra gli scaffali ed in fila alle casse dei Carrefour h24. Stiamo preparando una nuova iniziatica contro lo sfruttamento dei lavoratori del commercio.

Entriamo in quel non luogo illuminato a giorno, che cozza con lo skyline notturno di un quartiere ormai invecchiato; dove le uniche lucine accese sono quelle delle TV che riempiono come lumini le poche finestre aperte. Entriamo e siamo intrappolati da un assordante silenzio e da una sensazione di solitudine che quasi attanaglia la gola: un cassiere, che parlotta con un addetto alla sicurezza, qualche facchino qua e là che riempie gli scaffali con metodo e rapidità da centometrista e qualche sparuto giovanotto in preda a raptus alcolici o reduce dal puttan-tour.

Io e Maria ci guardiamo, quasi increduli, acquistiamo dei dolcetti per la notte e ci avviamo all’uscita. Pochi lavoratori tutti diversi: voucheristi, soci di cooperative di facchinaggio, interinali, “diretti” Carrefour e guardie giurate. Questa è la notte che ci attende. La lunga notte della GDO

Prendiamo la macchina e in pochi minuti raggiungiamo il Carrefour Market di Largo del Bronzino. Siamo su via Baldovinetti, in una zona “bene” della capitale. Cambiano i volti ma la scenografia è la stessa. Qui una filodiffusione di sottofondo spezza quel silenzio ovattato, ma la solitudine e lo sfruttamento sono gli stessi.

Il nostro tour continua, e con lui le domande che ci fanno da sottofondo: quale sicurezza? Hanno paura? Come tornano a casa? Quando dormono? Quando la città è sveglia? E la famiglia? Andrà a rotoli? A cosa serve un supermercato la notte? …

Bene, a mio avviso serve a cambiare ancora le abitudini culturali dell’idiota popolo italico. Dapprima fu il lavoro domenicale e festivo, ora la nuova frontiera è la notte con il suo popolo da traghettare in questa orrenda nuova piazza: la piazza del consumo.

Potrei continuare, ma diverrebbe noioso, sempre uguale. Potrei cambiare città ma il risultato risulterebbe lo stesso. Io e Maria, alla fine del tour ci guardiamo e ci confermiamo il nostro intento con uno sguardo: l’iniziativa che abbiamo immaginato si farà e speriamo che accenda un riflettore sulle condizioni di questi lavoratori.

Le magliette sono pronte e il libro è stampato. Noi, assieme ai delegati del commercio dell’USB, passeremo la notte tra il 21 ottobre e il 22 ottobre a portare solidarietà e a regalar libri contro lo sfruttamento ai lavoratori della notte. Con noi ci sarà Christian Raimo, giornalista e scrittore che ha condotto una bellissima inchiesta sul tema e ci ha gentilmente offerto la foto dell’articolo, scattata da Alessandro Imbarco che personalmente ringrazio.

Sarà il filo che unirà lo sciopero generale con la manifestazione nazionale. Sarà un modo per star vicino a chi soffre e non ha voce per urlare. L’appuntamento è aperto a tutti: una notte bianca dove non si vende e non si compra nulla. Una notte al fianco di chi lavora nella GDO.

 

About Francesco Iacovone

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