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Carrelli in fuga: il commesso italiano che in Irlanda guadagna il doppio

“Ieri ho firmato il mio primo contratto a tempo indeterminato in Irlanda. Dopo un periodo di adattamento ho finalmente trovato la mia strada.”

Comincia così il post su Facebook di Alessio Bastari, ex lavoratore Mediaworld che ha trovato fortuna lontano dal’Italia. E non è certo una di quelle fortune da miliardario, è semplicemente un contratto di lavoro stabile e ben retribuito, un contratto di un commesso. Alessio è uno di quelli con cui ho lottato contro il lavoro domenicale e festivo, contro la ristrutturazione della multinazionale tedesca e che mi aveva raccontato la sua storia. Insomma, uno di quelli che sapeva stare al fianco degli ultimi. Vi lascio alle sue parole:

“Volevo fare un ringraziamento con il cuore  a tutti quelli che nella mia vita lavorativa precedente, in terra italiana, non hanno creduto in me; che in me hanno visto sopratutto un “rompipalle”, “sindacalizzato”, “poco di buono”. Vi ringrazio di non avermi mai dato fiducia, di avermi sempre tarpato le ali, detto falsità, applicato spesso regole a vostro interesse, del vostro mobbing.

Penserete che sia un post ironico, sarcastico, ma vi giuro non lo è. Grazie alla “visione” di come gestire il materiale umano a vostra disposizione, mi avete fatto capire quanto foste inadatti e avessi diritto a cercare qualcosa di meglio per me. Ed ora sono  felice, faccio (in parte), quello che facevo prima, ovvero aiutare clienti e colleghi. Ma lo faccio con il sorriso, lo faccio ben retribuito (al doppio dell’Italia) e lo faccio in un’azienda che crede in me, nei miei feedback, che mi ascolta sempre e mi responsabilizza con il tempo.

Vorrei fare nomi e taggare qualcuno, ma so già che chi di dovere si farà portatore della mia parola e farà arrivare queste poche righe ai diretti interessati. Vi auguro il meglio ma vi auguro, a chi di queste persone non hanno creduto in me e che a 60/70 anni apriranno gli occhi, di avere l’onestà di ammettere i propri errori e di non tramandarli ai propri figli/nipoti perché sarete ancora in tempo per cambiare in positivo un piccolo pezzo di  mondo.

Taggherò solo due persone che si sono dimostrate compagni di lotta e che quando avevo bisogno di un feedback mi hanno sempre dato un riscontro anche se purtroppo spesso seminano nel vento (Francesco e Michela. Un’altra piccolo ringraziamento individuale va fatto a chi mesi fa era al mio fianco. Colei che invece di capire tutto quello che ho passato, e capire quanto mi stessi impegnando nella mia nuova realtà, pensava solamente a buttarmi giù, tarparmi le ali, augurarmi il peggio e di perdere il lavoro. In fondo se ce l’ho fatta è anche per darle un dispiacere ?

Uno dei più grandi cestisti della storia dichiarava: “Se non credi in te stesso, nessun altro ci crederà.” ?￰゚ヌᆴ??

My 2 cents…Grazie 


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About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB... [Read more]

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