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Cavalli di Soma

Sono salite a 301 le vittime del massacro nella miniera turca di Soma, uomini sfruttati come cavalli da soma e morti come topi in trappola.

Altra cronaca di una strage annunciata, altra storia di schiavitù, di lavoratori a basso costo, costretti a condizioni disumane per 12-15 euro al giorno, sacrificati dal capitale per ottenere il massimo profitto. Morti nere come la miniera che si è rubata così tante vite.

Ogni giorno circa 6000 persone muoiono per cause legate al lavoro, un totale che si aggira attorno ai 2.000.000 l’anno, basti pensare che si ipotizza che prima della fine dei lavori nel Qatar per i mondiali di calcio del 2022 le vittime sul lavoro potrebbero arrivare a 4000. Di questi due milioni di morti circa 12.000 sono bambini…  Si, proprio bambini… Dodicimila di quei milioni di bambini che lavorano nel mondo, la cui età varia dai 4 fino ai 15 anni, come Kemal Yıldız: il bambino morto nella strage di Soma, come i tanti bambini morti nel silenzio assordante dell’informazione globale.

Il ricatto della crisi e la paura della povertà costringono metà della forza lavoro mondiale a lavorare per meno di 2 dollari al giorno e, mentre aumentano le violazioni dei diritti dei lavoratori, di pari passo aumenta la repressione. Ogni anno vengono uccisi, arrestati e licenziati i lavoratori e i cittadini che cercano di rivendicare i diritti più elementari, tanto che a Somaalcuni agenti della polizia turca in tenuta antisommossa hanno cercato di arrestare un bambino di 10 anni durante una manifestazione di protesta.

Insomma, mentre i ricchi hanno continuato indisturbatamente ad arricchirsi, il prezzo della crisi economica lo stanno pagando i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, gli studenti, chi non ha una casa o un reddito. Un blocco sociale che non si riconosce ma si allarga costantemente. Vecchi e nuovi poveri: poveri che non hanno lavoro e “working poor“, ovvero poveri che vivono, pur lavorando, in condizioni di miseria assoluta.

Sono giorni tristi per la Turchia, ogni giorno è un giorno tragico per migliaia di persone in tutto il mondo; è stato un giorno tragico quello del crollo del palazzo Rana Plaza nel Bangladesh dello scorso anno dove morirono più di 1000 persone, sono stati giorni tragici quelli della Thyssen, dei sette cinesi di Prato, della strage di Viareggio, giorni in cui il capitalismo e l’avidità di pochi uccidono milioni di persone.

Il lavoro dovrebbe migliorare la qualità della vita delle persone, è il mezzo con cui si baratta una prestazione fisica o intellettiva con quanto c’è di necessario per vivere un’esistenza dignitosa, non deve essere un ricatto, non deve avere niente a che fare con la schiavitù, la violenza, la morte.

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