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Chi vuole santificare lo shopping?

I centri commerciali hanno ridisegnato, in pochi anni, i costumi sociali, le condizioni di lavoro e la struttura architettonica della nostre città. Hanno di fatto sostituito le piazze attraverso le quali si connetteva il tessuto sociale di un quartiere disgregando senza sostituire le relazioni umane e la protezione sociale proprie delle piazze tradizionali. Nell’antica Grecia la piazza – Agorà – era il luogo simbolo della democrazia del paese, dove si riuniva l’assemblea della polis per discutere e prendere le decisioni politiche.

In realtà i centri commerciali sono soltanto ecomostri che divorano l’occupazione del commercio e che hanno trasformato i giorni di festa in “giorni del consumo”, annientando di fatto i tempi di vita e di cura della famiglia per gli occupati del settore e trasformato il cittadino in “homo consumens”, il tutto con la bugia degli standard europei del buon Mario Monti.

All’interno di questi “non luoghi” mi ritrovo quotidianamente ad affrontare condizioni lavorative da medioevo, la condizione femminile è insostenibile e le commesse vivono una vera e propria apartheid. Mentre, dal canto loro, Cgil, Cisl e Uil assistono immobili alla compressione sei diritti (compreso il diritto alla festa), e del salario di milioni di uomini e donne. Probabilmente troppo “distratti” dal rafforzamento di quegli enti bilaterali tanto cari ai sindacati concertativi ma poco chiari ed inutili per i lavoratori. Credo sia arrivato il tempo di ripensare un nuovo modello di rappresentanza sindacale.

Se è vero che i centri commerciali ci sono proposti come nuove piazze, da quelle “piazze” lo scorso anno si sono accese le proteste: da quella eclatante in Turchia di piazza Taksim, che ha catalizzato i motivi di dissenso di un intero popolo, a quelle sindacali in Italia contro il lavoro domenicale e festivo; prima davanti al Parlamento e successivamente nella giornata dell’otto dicembre con cortei in tanti centri commerciali del paese. Iniziativa che si è svolta in contemporanea a quella statunitense, lo sciopero “black friday”.

Le tante storie di ordinaria violenza e di festività violate evidenziano che il modello sociale che ci vogliono imporre attraverso lo sfarzo e le luci dei Centri Commerciali è soltanto un inganno in favore dei profitti delle grandi multinazionali del commercio e della lega delle cooperative ed un danno per i lavoratori, i consumatori e la società.

About Francesco Iacovone

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