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Commesse, il razzismo sulla pelle di chi lavora nei negozi e nei supermercati

Le commesse di negozi e supermercati sono colpite da una vera e propria pandemia di razzismo.

Siamo ad Alessandria e la commessa denuncia gli insulti a sfondo razziale: “Le parole sono importanti”. Ha chiuso così un lungo post sul suo profilo una ragazza che lavora in un negozio del centro, uno di quei negozi di una catena che vende borse, marchio famoso anche tra i giovanissimi. Il terzetto, pare neppure maggiorenne si è aggirato nel negozio, dopo di che, ha buttato per terra delle borse e uscendo, ha salutato la commessa con un “Ciao negra”.

L’episodio è stato ripreso su Facebook dalla stessa vittima:

«Non dimenticherò mai la sensazione provata in quel momento – ha scritto la giovane -. Un pugno allo stomaco ben assestato da cui cerco di riprendermi urlando un disperato: “Ti ho sentito!” tentando invano di raggiungerli per poter controbattere, ma i vigliacchi si dileguano. Con l’amaro in bocca tiro su le borse che avevano deliberatamente buttato giù quasi come a tirar su i pezzi della mio essere, della mia Persona e della mia dignità che avevano altrettanto deliberatamente calpestato. La cosa che più mi affligge è che degli esseri umani, delle persone come me, senza alcun motivo o giustificazione hanno sentito il bisogno di entrare nel luogo in cui lavoro, trattarmi come fenomeno da baraccone e ricordami vigliaccamente che sono neGra;  constato con amarezza la scelta del’ “insulto”: non mi hanno dato della stronza, non mi hanno mandata a quel paese, mi hanno detto “CIAO NEGRA” perché essere neri per gente come loro equivale ad un insulto, perché sei brutto, povero, uno schiavo, inferiore”.

Il giorno precedente, a Livorno, pesanti e gravissimi insulti a sfondo razzista rivolti da un cliente alla cassiera  di un supermercato. La donna, cittadina italiana di origine straniera, è stata aggredita verbalmente dopo aver chiesto a una cliente, in maniera gentile, di rispettare le norme anticontagio e di stare sulla linea che segna la distanza da rispettare.

“Torna al tuo Paese faccia di scimmia”. Un insulto razzista e infame alla cassiera della Coop di Livorno Levante, solo per aver richiesto il rispetto della distanza per le norme anti Covid. Non pubblico il video per rispetto e per preservare la dignità della lavoratrice. Ma l’ho visto e le sue lacrime mi hanno fatto male. Molto male. Un abbraccio e tutta la mia solidarietà alla collega Luz Divina Perez Guzman.

Qualche giorno prima alla Coop di Pistoia: “Non voglio essere servito dai lei, è nera”,

Era in coda al banco dei salumi del supermercato per essere servito ma quando è arrivato il suo turno, il cliente ha chiesto esplicitamente di non essere servito dalla commessa che in quel momento era disponibile, perché nera.

Il cliente è rimasto in attesa per minuti per non essere servito dalla commessa nera e quando infine il suo numero è stato scavalcato più volte gli è stato fatto presente che non poteva più essere servito e doveva prendere un altro. A questo punto ha alzato la voce e allontanandosi ha detto che non si sarebbe mai fatto servire dalla nera, la collega era sotto shock e si è messa piangere.

Tre episodi di razzismo in pochi giorni, mentre si susseguono le violenze dei nomask e dei negazionisti della pandemia che picchiano e offendono pesantemente commesse e commessi. Quelli che a marzo erano definiti eroi, ma sono lavoratori che non si sono fermati mai con tutte le loro paure e le loro fragilità.

Fuori il razzismo e la violenza dai nostri luoghi di lavoro e dalla società!

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