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Conad: chi ci ha mai parlato con l’omino degli spot?

No, non è vero che l’omino della Conad va a casa dei clienti e viene invitato a cena. E nemmeno che si improvvisa ostetrica e assiste i parti trasformando il supermercato in un reparto ostetricia di un’ospedale. Ma neanche che trova le bamboline delle bimbe e le riporta a casa dopo aver spiato le telecamere e incrociato i dati con le carte fidelity dei clienti.

No, tutto questo non è vero, ma è vero che quell’omino fa orari impossibili, che spesso è socio di una cooperativa e i suoi diritti sono pochi. Ed è anche vero che lavora por pochi soldi a caro prezzo.

Ecco, questa è la verità che quegli spot non ci mostrano. Mai. La verità che mi hanno raccontato alcuni di loro, alle prese con capi arroganti e turnazioni impossibili. Con frasi dette a mezza bocca che se non ti adegui la giornata diventa difficile da digerire.

Altro che “persone oltre le cose”.  Le persone sono trattate come e peggio delle cose. E guai a protestare.

In realtà la Conad è una galassia di piccoli imprenditori raccolti sotto un unico marchio che sta guadagnando fette di mercato sempre più imponenti. Acquisisce negozi di altri importanti marchi della GDO a ritmo impressionante e ad ogni acquisizione corrisponde un abbassamento delle condizioni salariali , un’emorragia di diritti per i neo assunti e la battaglia a far allontanare chi resta perché qualche diritto in più se lo è portato dalla vecchia azienda.

E tutto questo rappresenta una forma di concorrenza sleale. Perché il dumping salariale consente a Conad di macinare profitti a danno dei competitors e sulle spalle dei lavoratori. E questo è emerso chiaramente dai racconti di quelli che mi hanno contattato durante queste feste. E allora i competitors si adeguano e a loro volta erodono diritti e salario o peggio sono costretti a chiudere qualche punto vendita.

Feste: un altro argomento che lascia intendere l’idea delle persone che muove il colosso appartenente alla Lega delle Cooperative. Le feste sono un giorno dedicato al consumo e i templari dello shopping non possono permettersi di riposare. Anzi, proprio in quei giorni sono chiamati ad un super lavoro e chi se ne frega della vita familiare, degli affetti e del giusto riposo sancito finanche dalla Costituzione.

Allora all’omino della Conad lancio una sfida: facciamo un altro spot, uno i quelli che a te riescono tanto bene, ma stavolta in difesa dei lavoratori e per la dignità del lavoro.

About Francesco Iacovone

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Un commento

  1. Ormai siamo solo un numero sostituibile…tanto se a te non sta bene col tuo stipendio ne prendiamo due a lavorare…giocano sul bisogno delle persone per arrivare a fine mese…Senza parlare di quando non ti reggi nemmeno in piedi e vai a lavorare lo stesso perché altrimenti sei un lavatIvo

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