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Covid-19, la commessa: al supermercato ci ritroviamo chiusi in gabbia

Buongiorno Francesco, sono una commessa della GDO e lavoro in un supermercato in provincia di Firenze, vorrei chiedere un suo parere riguardo degli episodi incresciosi che si sono verificati nel negozio dove lavoro.

In pratica viene fatta fare la fila all’estero mantenendo la distanza di sicurezza, la gente aumenta ad una certa ora prima della chiusura, quindi a quel punto – pur di non perdere una vendita – fanno entrare tutti insieme.

Ad esempio ieri sera c’erano almeno sessanta persone in coda alle casse con una distanza di massimo 5/10 centimetri l’uno dagli altri. Se avessi avuto modo di fare una foto avrebbe potuto vedere come fosse evidente che la situazione creatasi fosse altamente pericolosa sia per la gente che per noi lavoratori che stiamo in quel marasma per ore ed ore.

Ci ritroviamo tutti chiusi in gabbia

Ci ritroviamo tutti chiusi in gabbia, assiepati, senza via di uscita e manca l’aria. Il panico e il terrore ci fanno tremare i polsi. I responsabili danno la colpa alla guardia giurata che ha fatto entrare tutti, quest’ultima dà la colpa ai capi che gli hanno dato l’ok. Ora io mi chiedo se a livello giuridico, esiste il diritto da parte di un lavoratore che percepisce di trovarsi in una situazione di grave pericolo per la propria salute, di lasciare la propria postazione di lavoro senza che debba incorrere in sanzioni disciplinari.

Quello che fa rabbia? La situazione senza controllo è stata creata da una gestione irresponsabile votata solo a non fare fuggire i clienti, fregandosene della salute dei propri lavoratori. Se lei mi sa dare una risposta, io la ringrazio tantissimo, tanto più che si tratta di situazioni che si vengono a creare in molti altri negozi, ma purtroppo quello che succede dentro non può essere provato da noi lavoratori.

Per un periodo sono venuti i carabinieri a chiedere se andasse tutto bene, ma naturalmente mentre c’erano loro hanno fatto in modo che tutto fosse regolare. La ringrazio di cuore!

Cara Laura (nome di fantasia), se sei in pericolo esiste il ricorso all’autotutela, ma soprattutto esiste la possibilità di organizzarsi nei luoghi di lavoro per pretendere condizioni di salute e sicurezza degne di questo nome.

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