ilario valentino atac

Dal Colosseo: cronaca di una protesta sul cielo di Roma

Siamo a Roma, è il 14 novembre ma sembra una di quelle giornate primaverili che solo questa città sa regalare. Siamo a Roma, è il 14 novembre e c’è lo sciopero sociale: tanti studenti, lavoratori, precari, disoccupati, migranti. Tante piazze che reclamano una società diversa, diritti e lavoro.

Roma è sorniona e piazza della Repubblica si riempie lentamente, come da tradizione. Una piazza meticcia e incazzata, tante bandiere che sventolano sotto il sole. Il corteo si è composto, si comincia a muovere ed io con lui, anzi no… Alcuni lavoratori hanno deciso di salire sul cielo di Roma.

Alla spicciolata, con la metro, con lo scooter, a piedi, hanno raggiunto il Colosseo e sono pronti ad arrampicarsi. Io sono con Pierpaolo e una sindacalista greca del PAME, usciamo dal corteo e a piedi li raggiungiamo zigzagando trai i turisti. Giunti ai piedi dell’anfiteatro più grande del mondo comincia un febbrile scambio di sms. I lavoratori, sostenuti dai sindacalisti, ancora non sono saliti, qualche minuto e una trentina di loro in fila indiana irrompe nel cantiere del restauro e si arrampica velocemente sulle impalcature, in cima al Colosseo, giù gli striscioni… Alla conquista del cielo di Roma.

L’iniziativa è in solidarietà con Ilario Ilari e Valentino Tomasone, i due autisti di bus sospesi dalla società di trasporti Roma Tpl dopo la loro partecipazione alla trasmissione Presa diretta contro la privatizzazione dei servizi pubblici. Insieme a loro sul Colosseo anche una delegazione dei lavoratori del commercio, che ha calato uno striscione contro il rinnovo del contratto nazionale: “#NONAMIESPESE”. Insomma, tanti lavoratori dei trasporti e del commercio insieme sui ponteggi e tanti altri in basso a sostenere la lotta.

Guido ed Emiliano fin da subito si alternano al megafono, senza pause, con rabbia e determinazione. Dai ponteggi e dal basso partono febbrili le chiamate al Vice Sindaco Nieri e alla segreteria del Sindaco Marino, la trattativa è iniziata. I manifestanti non hanno intenzione di lasciare il cielo di Roma senza portare a casa il risultato e gridano a perdifiato: “sciopero sociale, Ilario e Valentino li devi reintegrare”. I turisti sono con il naso all’insù; qualcuno applaude, sembrano studenti, mentre dal presidio ai piedi del Colosseo i lavoratori rimbalzano i cori per via dei Fori Imperiali. Si avvicina un giornalista e mi sussurra: “ammazza che bella azione”. Ma sulla stampa uscirà come “blitz di una trentina di lavoratori in cima al Colosseo”.

Le cronache sono piene di notizie su “vertenze” e “lavoratori”; notizie impersonali dove, dietro quelle due parole, si annida la routine di una crisi profonda. Ecco, io stasera, voglio ricordare che dietro quelle due parole ci sono tante donne e tanti uomini con i loro nomi, con le loro sofferenze, le loro preoccupazioni, la loro dignità, le loro speranze. Ci sono sindacalisti che non fanno parte di alcuna casta ma si mettono al fianco dei lavoratori, finanche sul cielo di Roma. Ci sono tanti miei amici.

Trascorre qualche minuto e arrivano polizia, carabinieri, vigili urbani e vigili del fuoco, comincia un’altra trattativa. Appare subito chiaro che sul cielo di Roma ci sono lavoratori che lottano per il proprio futuro, a quel punto concordiamo la modalità per rifornirli di cibo e di acqua. Sui ponteggi c’è Pio, l’eroe dei tetti della Regione Lazio, uno che alle altezze è abituato ma che se all’una non mangia è un problema. Sui ponteggi c’è anche Luca, un delegato del commercio e mio amico caro, compagno di tante vertenze. Ma soprattutto sui ponteggi ci sono i simboli di questa protesta, Ilario e Valentino. Anche Ilario è un mio amico, uno di quegli amici che ti stanno vicino nei momenti più difficili, che ti consigliano e ti ascoltano nonostante abbiano bisogno di consigli e di ascolto.

Le trattative con il Comune proseguono e presto arriva l’ora del pranzo. Stefania e Michela, due delegate del commercio, ma soprattutto due amiche care anche loro, corrono al supermercato e comprano acqua, panini e un po’ di frutta, ci facciamo spazio tra le transenne ed il pranzo è servito. Stefano, dipendente e delegato Gucci, scende dalle impalcature e, aiutato dal suo collega, prende “il catering” e le porta ai manifestanti, sopra il cielo di Roma.

Walter, sindacalista dell’ATAC, ancora con il boccone in bocca, reclama il caffè. Nel frattempo sono arrivati i lavoratori della Zetema con il loro striscione ed il loro sostegno. I delegati Gucci rimasti in basso corrono al bar e ordinano una “bottiglia” di caffè. Stavolta tocca a me salire sul cielo di Roma con la gustosa bevanda.

Il tempo passa ed Emiliano continua a gridare dal megafono, senza sosta. Arriva la tanto attesa telefonata, una delegazione è attesa in Comune. Ilario, Alessio e Guido scendono dalle impalcature, di corsa per via dei Fori Imperi fino in Campidoglio mentre i manifestanti resistono. Nel frattempo i vigili del fuoco si avvicinano, ci chiedono di mettere in sicurezza i ponteggi. Non facciamo in tempo ad aprire il varco tra le transenne che da sopra il Colosseo e dal presidio ai suoi piedi i lavoratori inneggiano al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e applaudono lungamente. Applaudono all’indirizzo di altri lavoratori falcidiati dai tagli dei vari governi.

E’ sera, il sole caldo di quel 14 novembre ha lasciato il posto alla luna. La delegazione è tornata con il risultato sperato. Una piccola assemblea sui ponteggi e comincia la discesa festosa. Ecco, quell’abbraccio che ha seguito la discesa dei manifestanti a obiettivo raggiunto, gli occhi stanchi ma pieni di orgoglio, il rumore delle mani che si incrociano fiere, sono le immagini che ho impresse negli occhi e che danno senso e valore a quanto ho vissuto in quella giornata, insieme ai miei amici. Sono quelle immagini che non si leggono sul giornale né passano in TV.

E’ un bel vedere la dignità della lotta, la resistenza alla fatica, il coraggio e la determinazione. Non sono soltanto “vertenze” e “lavoratori”, sono donne e uomini, tesi allo scopo, forti e fieri, in lotta per il proprio futuro… Ed io voglio stare al loro fianco.

About Francesco Iacovone

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