Home / Precari / Decreto dignità: come funzionano proroghe e rinnovi e dov’è la fregatura
decreto dignità proroghe rinnovi

Decreto dignità: come funzionano proroghe e rinnovi e dov’è la fregatura

Tanti precari speravano nel Decreto Dignità, spacciato dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio come panacea di tutti i mali dell’occupazione. Nella realtà, passato il regime transitorio, è emersa l’amara verità e un mare di lavoratori — i più deboli — sono stati messi alla porta.

Ma analizziamo concretamente cosa cambia:

Il D.lgs 81/2015 recitava all’Art. 21 (Proroghe e rinnovi)

·         “il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a trentasei mesi, e, comunque, per un massimo di cinque volte nell’arco di trentasei mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della sesta proroga”.

Con il Decreto Dignità (Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 coordinato  con  la legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96,)

·         all’art. 1, lett. B, comma 2 si è previsto che rispetto a tale art 21 “al comma 1, la parola  «trentasei», ovunque ricorra, e’ sostituita dalla seguente: «ventiquattro», la parola «cinque» è sostituita dalla seguente: «quattro» e la parola «sesta» è sostituita dalla seguente: «quinta»;

E quindi ora il testo vigente dell’artt. 21 del Dlgs 81/2015 è il seguente

·         Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore aventiquattro mesi, e, comunque, per un massimo di quattro volte nell’arco diventiquattro mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta  proroga.

Insomma, dal pessimo Jobs Act di Renzi al mediocre Decreto Dignità di Di Maio cambia poco: nessun paletto che obbliga le aziende all’assunzione, nessuna tutela per i precari che restano precari per un numero di mesi inferiore e poi sotto a chi tocca.

E la chiamano dignità…

Grazie all’Avvocato Carlo Guglielmi

About Francesco Iacovone

About Francesco Iacovone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.