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Decreto Monti: Mediaworld, Trony, Auchan, tra crisi e licenziamenti

Eccoli i frutti avvelenati del decreto Monti: da Mediaworld a Trony, da Auchan a Mercatone Uno, e poi Combipel, Limoni Duglas e Conforama. Aziende in crisi che mietono chiusure e licenziamenti.

E dire che qualcuno ci aveva raccontato, all’indomani del decreto del governo Monti noto come “salva Italia”, di incrementi occupazionali e migliori condizioni lavorative. Ma la triste realtà è sotto gli occhi di tutti: l’unico vero incremento è quello relativo alle domeniche e i festivi lavorati e la merce di scambio è minor occupazione, minor salario e minor diritti.

Dopo i piccoli negozi ora tocca alla grande distribuzione, ma la colpa non è affatto solo dell’e-commerce (Amazon in Italia incide soltanto per i 6% nella quota di mercato). La difficoltà delle grandi catene commerciali nasce principalmente dalla mancanza di reddito diretto ed indiretto dei consumatori.

Le mirabolanti promesse di crescita occupazionale all’indomani del decreto Monti si stanno traducendo oggi in chiusure di migliaia di imprese piccole e grandi, che non reggono la concorrenza. Le nuove assunzioni nella Grande Distribuzione Organizzata sono rimaste lettera morta e si sono tradotte in aumento di carichi di lavoro degli occupati e già precarizzati lavoratori dei centri commerciali.

Il suddetto aumento dei carichi di lavoro e quello del nastro orario per far fronte alle liberalizzazioni, evidentemente, non si è tradotto in stabilizzazione dei rapporti precari o in crescita salariale. I lavoratori della GDO hanno visto aumentare la flessibilità e la precarietà e nel contempo le aziende ed i sindacati concertativi hanno “limato” le maggiorazioni festive e domenicali attraverso machiavellici accordi a perdere. Insomma, lavorare di più per guadagnare di meno.

E alla fine di questa Via Crucis di rinunce e peggioramenti contrattuali? Una serie infinita di crisi aziendali, tagli salariali, ammortizzatori sociali e licenziamenti. Ma andiamo a vedere la mappa stilata dall’agenzia Agi, sulle crisi sparse per la penisola.

TRONY: la crisi coinvolge 35 negozi di Dps Group in fallimento in Puglia, Basilicata, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto; 466 lavoratori prima sospesi senza retribuzione (avvertiti con un messaggio telefonico che il punto vendita aveva chiuso) poi coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo. Al momento è stata presentata un’offerta di acquisto per 8 negozi. Prossimo incontro entro fine mese al Mise ma non è stato ancora programmato.

MEDIWORLD: per il gruppo dell’elettronica di consumo, chiusura dei punti vendita di Grosseto e Milano stazione Centrale; trasferimento della sede di Curno (Bg) a Verano Brianza; soppressione del bonus presenza e della maggiorazione economica del 90% per il lavoro domenicale (riconoscendo solo il 30% previsto dal contratto nazionale); interruzione del contratto di solidarietà in 17 punti vendita (in Liguria, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna) per 115 full time equivalent corrispondenti a circa 200 dipendenti. Dopo l’incontro al Mise del 12 aprile, non è stata fissata una nuova data.

AUCHAN: per il colosso francese, chiusura degli ipermercati di Napoli Argine e Catania La Rena, dove sono occupati complessivamente circa 260 addetti. I lavoratori sono in agitazione. Contratti di solidarietà sono in corso nel gruppo che nel 2015 aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo per 1.400 dipendenti. Prossimo incontro l’8 maggio.

LIMONI-DOUGLAS: per la catena di profumerie, tra giugno e luglio 2018 è prevista la fusione per incorporazione delle società La Gardenia e Llg in Limoni e a gennaio-febbraio 2019 la fusione di Limoni in Douglas. Le società hanno previsto la chiusura di 26 negozi e la vendita di una ventina di punti vendita (per prescrizione dell’Antitrust). Prossimo incontro il 30 aprile.

CONBIPEL: è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo, seconda crisi nel giro di 5 anni: previsto contratto di solidarietà per i punti vendita di Novara. Alle lavoratrici del negozio Castelvetro Piacentino, che è stato chiuso, è offerta la ricollocazione a Cesano Boscone (Mi). Possibile ricollocazione anche da Palladio e Montecchio a Bassano.

MERCATONE UNO: il gruppo è in amministrazione straordinaria dal 7 aprile 2015; i commissari straordinari hanno individuato un aggiudicatario che garantirebbe la continuità aziendale dei 74 negozi (59 attivi) con 3.000 dipendenti circa. Prossimo incontro entro il mese

CONFORAMA: annunciati 77 esuberi in Sardegna e Sicilia evitati con il ricorso ai contratti di solidarietà: la riduzione dell’orario di lavoro fino a marzo 2019 coinvolgerà 446 lavoratori.

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