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Fuga dal centro commerciale

Il girone infernale della GDO

Marta, mia cara Marta! Ricorda sempre che le parole valgono poco, nulla, semplici perturbazioni dell’aria se ad esse non precede o segue l’azione. Il mondo è pieno di quaraquaquà! Tu non dargli ascolto.

Stasera non è una buona sera. Perdona le mie parole molli. Sono stanco! Le luci del centro commerciale mi sono sembrate un’offesa a miei occhi. Brillavano sul niente! Sono nell’autobus ora. Provo a chiuderli e a immaginarti. Devo pensarti di più!

Non sono più nella nostra casa. Ho trovato un monolocale in periferia. Pago poco. Venticinque metri quadri umidi e bui ma con quattrocento euro al mese di affitto, tolte le altre spese, sto riuscendo a mettere i soldi da parte per raggiungervi. Ho venduto anche tutti i miei vecchi libri universitari. Hanno reso poco ma ogni euro in più mi avvicina a te. Ascolta tua madre. E’ più coraggiosa di me!

Qui non ti voglio! Pensa ai miei diritti violati. Sono anche i tuoi! Non posso darti un futuro! Non qui. Amo più me stesso, te e tua madre che questo paese. Spero che qualcuno prenda le distanze dai quaraquaquà e cambi qualcosa. Lo spero! Ma nel mentre?

Studia Marta! Il danese non sarà poi così difficile. C’è riuscita tua madre, ci riuscirai tu e ci riuscirò anch’io quando arriverò. Se il mondo qui sarà poi cambiato tornerai. Ma per ora non voglio immaginarti nel girone infernale del GDO, una commessa, una cassiera nella grande distribuzione organizzata, mal pagata e frustrata. Voglio per te un mondo in un cui potrai scegliere.

Se tutti potessimo scegliere! Verremmo pagati di più

“Storie” di Biagia Todino

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