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Gaza: quella striscia d’inferno

Tutto ebbe inizio mentre io venivo alla luce, nel giugno del 1967: l’occupazione della Striscia di Gaza durante la guerra dei sei giorni. Una guerra infame che non è mai terminata. Un eterno déjà-vu, un infinito gioco dell’oca, in cui si torna sempre alla casella del via. Impossibile contare i morti, tra di essi tanti civili, tante donne e tanti bambini.

Omar, Walid, Hanin, Tafesh, Gumana, Ibrahim, alcuni nomi di neonati innocenti, vite rubate per sempre. Le guerre sono orribili, si sa. Si sa che muoiono e vengono feriti i soldati. Si sa che la popolazione civile viene pesantemente colpita dai conflitti. Ma troppo spesso ci si dimentica che le principali vittime di queste follie degli adulti sono soprattutto i bambini.

In questi giorni il gioco dell’oca è ripreso dal via, un lancio di dadi e a Khan Yunis, a sud di Gaza, è stata bombardata una casa, tra le macerie anche molte donne e molti bambini.

Tutto ebbe inizio mentre io venivo alla luce, nel giugno del 1967… Non so se questa barbara aggressione nei confronti di Gaza avrà mai fine, non so chi vincerà questa guerra. Di certo so che a perdere sono soprattutto i bambini, vittime innocenti di un conflitto che divampa in quella che dovrebbe essere la terra santa, ma che in realtà è soltanto una striscia d’inferno.

A mio nipote Flavio, con i bambini di Gaza nel cuore…

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