commessa paura pandemia

Il diario della commessa che con l’ironia esorcizza la paura della pandemia

Anna è una commessa dell’Ipercoop Euroma2, una di quelle che la simpatia se la porta da casa. E dalla cassa dell’ipermercato ha trovato il modo di esorcizzare la paura. Anna, sul suo profilo Facebook, ha raccontato le sue giornate in dialetto romanesco. Un suo diario personale di quei giorni e dei suoi incontri con i clienti. Eccovi i suoi primi 5 giorni della pandemia…

Oggi primo giorno in cassa


Ho imparato una cosa:
Gli uomini hanno paura delle mogli.
Tutti e dico tutti alla domanda:
Fa i bollini per le pentole?
Hanno risposto:
“Me li dia, che se poco poco li fa chi la sente!”

Giorno di cassa numero 2


Oggi ho imparato che la gente continua a fare sesso, visti i numerosi pacchi di preservativi e gel lubrificanti Durex che mi sono passati tra le mani.
Allora non l’avete capito? No contatti, un metro de distanza e voi vi accoppiate.
Abbiate rispetto per chi è in astinenza da troppo.
DISGRAZIATI!

Giorno di cassa numero 3


Cliente. 84 primavere. Pareva mi fratello!
“Eh signorì chissà come andrà a finì!”
“Come andrà a finì? Moriremo tutti!
La mia positività.
“Eh no eh. Io vorrei fare ancora tante cose!”

No, ma te sei svegliato presto!

Giorno di cassa n.4


Il cliente medio è stanco de cucinà. Oggi solo piatti pronti. ‘Na signora m’ha detto “io in cucina ho messo gli orari, dopodiché chiudo a chiave e nun se magna!”.
Il cliente medio si è dato all’alcool. Bottiglie e bottiglie de vino e birra come se fossimo a Marino durante l’Oktober Fest. Un signore m’ha detto:”voglio morì mbriaco, così me ne vado e non ce capisco niente!”
Ma il campione è lui.
Cliente delle ore 18.30, l’ho fissato per un po’ prima de capí che come mascherina c’aveva un par de mutande bianche!

Giorno di cassa n.5


Metteteve comode che oggi è lunga.
Affluenza alta.
Il cliente medio è sorpreso che l’orario di chiusura non sia prolungato alle 21, ma felice che domenica siamo aperti.
Il bastone e la carota, sempre!
Poi arriva lui.
Alto, smilzo, capelli ormai totalmente bianchi, un viso segnato dalla vita che ha vissuto. Insieme a lui un baldo giovine, e che giovine, non più di 20 anni. Completano il quadro due carrelli riempiti fino alla capienza massima.
Me viè la sudarella, immagino già il mal de spalla a fine spesa, ma daje su, forza e coraggio.
Lo smilzo si rivolge a me:
“Eh signorì je do da lavora oggi, ma sa, a casa semo tanti!”
“Ah sì? E mandano lei a fa la spesa?”
“E per forza, c’ho tutti i nipoti a casa, i genitori devono lavorà, ‘na famiglia de dottori ho messo su!”
“Beh complimenti, sono gli eroi dei nostri giorni!”
E qui arriva la chicca..
“Ah loro? Semo noi, i nonni, l’eroi de sti giorni. Io mica me ne so incollati due. Undici ce ne ho a casa!”
“Undici???? E quanti figli ha?”
“Solo tre, ‘sti disgraziati hanno figliato come conigli!”
“Beh complimenti, ha una bella famiglia, poi è giovane ancora, ha la forza per tenerli!”
“Giovane! Io? 82 anni c’ho! Io li tengo tutti in riga, ‘na vita in marina, mica me faccio mette i piedi in testa da quattro ragazzini!”
“Però me perdoni, bisogna evita gli assembramenti, dentro casa sua, tra nipoti e figli, lo sfiorate!”
“I figli? E chi li vede. Co la scusa che lavorano in ospedale nce vengono a casa mia!”
“Hai capito. Vabbè lo fanno per il bene dei bambini e il suo!”
“Dice? Se me volevano bene non m’accollavano undici regazzini! Ah ma io li ho sistemati bene, in bagno uno per volta, tanto ne ho due. In cucina se fanno i turni per magnà. E dopo pranzo se non me fanno fa n’oretta de sonno li sbatto tutti in giardino!”
“Beh almeno casa è grande!”
“Diciamo de sì! 100mq, ma co tutta sta gente, pare un monolocale!”
“Ma allora me scusi, ma so curiosa, dove dormono?”
“Per terra, nei sacchi a pelo, e chi ce l’ha tutti quei letti! La mattina quando m’alzo c’è il percorso a ostacoli!”
“Ah ma quindi so grandicelli…”
“Il più grande eccolo qua (indicando il giovine) e il più piccolo che c’avrà, 8 anni!”
“Eh vabbè nonno, non s’annoia. Sono 560,23€”
“Aspetti eh.”
Tira fuori un mazzetto di tessere e mi dice:
“Le vede queste? So i bancomat dei mi figli. E che mica li ragazzini li tengo a spese mie! Che poi potrei andà al Pewex, a risparmià qualcosa e invece no. Vengo qua. E compro quello che costa de più, ogni settimana uso un bancomat de un figlio diverso!”
All’improvviso interviene il giovine:
“Ah nó, quando hai finito de raccontaje la vita nostra, magari aiutame a imbustà!”
“E te ricordate a nonno che e chiavi dà macchina ce l’ho io, se voi tornà co i mezzi quella è la strada!”

Perché a nonno non je devi rompe…

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