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La cassiera: dalle tribolazioni ai sogni realizzati

Mi capita spesso di confrontarmi, nelle stanze sindacali, con le cassiere dei tanti supermercati ed ipermercati romani, afflitte dalla moltitudine di problemi che vive una donna, molto spesso madre, a volte separata. Tutti noi le “incontriamo” alla cassa, senza pensare che, dietro al sorriso che accompagna i loro movimenti sempre uguali, alle loro frasi di rito e a quelle poche parole frugali scambiate quando il capo è distratto, si nascondono molte tribolazioni e qualche sogno riposto nel cassetto.

Pensando a tutto ciò mi è venuto in mente che qualcuno, a volte, trova la forza di aprire quel cassetto e di dare vita ai propri sogni. Siamo a Rennes, in Francia, è il 2008. Anna, timida cassiera bretone, ha ventotto anni, una laurea in lettere e il sogno di una vita migliore.

Anna Sam lavora da otto anni nella grande distribuzione, prima per pagarsi gli studi e guadagnarsi l’indipendenza economica, e poi per necessità. Un bel giorno, tra un “bip” e l’altro, Anna ha deciso di raccontare il suo lavoro e di prendere nota di tutti gli episodi curiosi che accadono quotidianamente nella vita di una cassiera qualunque. All’improvviso, ha cominciato a guardare con occhi nuovi la gente che sfila dietro il nastro della cassa e a dare una nuova prospettiva all’universo della grande distribuzione: scoprendo un mondo infinitamente più vario di quanto si possa immaginare.

Anna, per sostenere le frustrazioni generate dall’esercito dei consumatori e dai capi dispotici, il tutto per un misero stipendio di 680 euro mensili, si è rifugiata in un blog: “Le tribolazioni di una cassiera”. Un anonimo “luogo”, dentro il quale Anna è stata capace di trasformare quelle mille frustrazioni di una vita da cassiera, in pillole di ironia e graffiante comicità, fotografando una quotidianità fatta di minuscole nevrosi e spesso di maleducazione ma, soprattutto, di piccolezza umana.

Un diario virtuale capace di essere anche un antidoto alla monotonia. Anna sostiene infatti che: «in media al giorno si dicono 250 Buongiorno, 250ArrivederciBuonaGiornata, 500 Grazie, 200 Ha la carta fedeltà? E ancora: 70 Il suo codice per favore, 70 Può riprendere il bancomat, 30 I bagni sono là…» e molte altre frasi altrettanto prive di poeticità. Poi ci sono altri numeri, ugualmente interessanti, che tanto significano nella vita di una cassiera. Sono i 15-20 articoli passati al minuto, i 700-800 registrati all’ora, i 21mila — 24mila registrati alla settimana, gli 800 chili di merce sollevati ogni ora, le 96-120 tonnellate alla settimana e così via.

Un blog iniziato per gioco, ha trasformato Anna nella paladina di tutte le cassiere di Francia: di li a poco il blog si è trasformato in un libro – «Les tribulations d’ une caissière» – che nel giro di quattro mesi ha venduto 100 mila copie; è divenuto uno spettacolo teatrale; un film e un racconto per bambini (in Italia, in Spagna, in Germania, in Olanda e persino a Taiwan). Insomma, un vero caso editoriale.

Con quella denuncia lucida ed autoironica della vita nella grande distribuzione, Anna è divenuta l’eroina e la portavoce involontaria di una categoria di lavoratrici, spesso precarie, che, per la prima volta, grazie proprio al blog e al libro della Sam, sono scese nelle piazze per protestare, dando vita al primo grande sciopero del settore in Francia, partecipato dall’80% dei dipendenti, che per un giorno ha reso complicato fare la spesa ai cittadini francesi.

Anna, attraverso il suo blog (come del resto Marylou P. nel nostro paese), ha messo in evidenza la ripetitività alienante di questo lavoro, il cattivo umore dei capi, un’organizzazione aziendale ai limiti del grottesco e l’umiliazione di essere considerati invisibili. Ma soprattutto ha ritratto i veri nemici: i clienti. Perché, quando si mette in coda, «la gente tende a comportarsi come se fosse nel salotto di casa propria dimenticandosi che ha di fronte delle persone».

L’indifferenza della maggior parte dei clienti è sempre pronta a trasformarsi in irritazione non appena si spiega, a chi fa la spesa, che i sacchetti di plastica bisogna pagarli; o in insulto quando si ricorda al furbo di turno che con più di dieci articoli non si può accedere alla cassa rapida. La Sam racconta la volgarità di una madre che, proprio di fronte a lei, rimproverava il figlio dicendogli che se a scuola non si fosse impegnato a dovere sarebbe finito dietro una cassa, «come la signorina».

La storia della più celebre (ex) cassiera di Francia ricorda quella della palermitana Giusy Ferreri, ben dieci anni passati come cassiera part-time in una delle tante Esselunga milanesi. Giuseppa Gaetana Ferreri, questo il suo vero nome, dopo diverse esperienze musicali, sia come solista che insieme ad alcune band, giunge al successo coronando il suo sogno nel 2008 (proprio come Anna Sam), grazie alla sua partecipazione alla prima edizione del talent show italiano X Factor, in cui si è classificata al 2º posto, firmando successivamente un contratto con l’etichetta discografica Sony Music.

Anna e Giusy, donne capaci di realizzare i propri sogni, di uscire dall’ombra di un mestiere anonimo e farsi conoscere e amare dal pubblico. Ma i sogni non sono solo quelli legati alla notorietà e allo spettacolo. Se si fanno dei progetti concreti, se si coltivano le proprie ambizioni, se ci si dà da fare con umiltà, se si aguzza l’ingegno, i sogni possono divenire realtà.

E se è vero che sono proprio i sogni a dare forma al mondo, vi auguro di cuore di avere il coraggio di correre il rischio di viverli.

About Francesco Iacovone

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