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La cassiera si è fatta la pipì sotto… davvero!

Ebbene sì, sembrerebbe che stavolta la cassiera si sia fatta la pipì nelle mutande. Siamo nella periferia ad est di Roma e, se quanto girato da una delle tante commesse degli store Mediaworld fosse vero, ci troveremmo di fronte ad un atto di una gravità inaudita. Una violenza che lede nella dignità più profonda una donna, una lavoratrice e tutti quanti noi.

Ma veniamo ai fatti che mi sono stati riportati in una chat privata di Facebook da una commessa e che girano in uno di quei gruppi chiusi “aziendali”, dove i lavoratori comunicano e si scambiano informazioni. Vi riporto integralmente il messaggio e lascio a voi le valutazioni…

Ieri, mentre ero in cassa da sola col volantino sottocosto di sabato, il direttore non mi ha permesso di andare in bagno. Mentre lavoravo, non potendo più reggerla, ho fatto pipì sulla sedia davanti ai clienti. Indegno, immorale e disumano. Ho seguitato a lavorare con i pantaloni e la sedia bagnati e, all’arrivo della seconda cassiera, sono andata al box a far vedere come stavo al direttore. Lui, per tutta risposta, si è completamente disinteressato dell’accaduto. Successivamente la signora delle pulizie è andata a comprarmi dei pantaloni, ma ho lavorato comunque sulla sedia intrisa della mia pipì. Ho finito il mio turno e sono andata via. Come se non bastasse, la sera una mia collega mi ha chiamata per dirmi che il direttore ha chiesto di odorare la mia sedia per sentire se fosse pipi o acqua.

Ecco, forse più vergognoso del far pisciare addosso una donna per esigenze aziendali, è l’accertarsi se la cassiera abbia mentito per chissà quale motivo. Negare il sacrosanto diritto fisiologico a fare la pipì è molto più frequente di quanto si pensi. L’ho detto e scritto più volte: i capi impongono il loro potere finanche sul diritto alla pipì. Andare in bagno è una concessione aziendale appannaggio delle più obbedienti e remissive; per tutte le altre: “ci andrai quando ci saranno le condizioni”.

Io resto in attesa paziente di riscontri, ma per la mia esperienza questa chat intercettata per puro caso, nasconde un mondo non detto che si palesa tutti i giorni nel sottobosco di supermercati e centri commerciali. Cara cassiera anonima, se prendi coraggio noi siamo al tuo fianco…

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Aggiornamento di Giovedì 18 maggio 2017: sono passati appena 3 giorni dalla denuncia pubblica dei fatti sulle pagine di questo blog: il direttore è stato sospeso e la mia indiscrezione si è trasformata in notizia. Avanti così…


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About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB... [Read more]

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Un commento

  1. Mio figlio, ex paziente oncologico minorenne, gli viene negato di andare in bagno dalla maestra, torna a casa con la pipì perfino nelle scarpe. Queste cose non dovrebbero accadere eppure accadono. Avrei voluto, dalla rabbia, fare e dire tante cose, ma poi mio figlio doveva ,deve, continuare ad andare a scuola. Questa cassiera chissà se prenderà provvedimenti perché dovrà continuare a lavorare per bisogno.

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