commessa mascherina uomo

La commessa, la mascherina e l’uomo nero

I clienti hanno paura, ma a volte qualche timore lo abbiamo anche noi.


Un tizio con mantello nero, cappello nero, bastone e croce in vista sul petto, entra in negozio senza mascherina. Mentre si aggira per le corsie, mi accorgo e lo invito gentilmente ad indossarla, visto che l’ha sul collo e c’è parecchia gente nei paraggi.


Il “Reverendo Zorro” inizia ad inveire contro di me iniziando a parlare di complotto, magia nera, vaccino, dati dei contagi camuffati, futuro nero dell’economia, noncielodicono ecc… ecc… mentre buona parte dei clienti prende le mie difese e dice che sto solo facendo il mio lavoro e lui deve rispettare le regole come tutti.


Me lo ritrovo in cassa dopo un momento, con la mascherina sotto il naso, ma non dico più nulla. Insomma, io ho un taglierino, ma lui ha un bastone. Sta continuando ad esporre le sue teorie secondo le quali lui ha ragione e io sono una stronza. Paga e se ne va dicendomi ad alta voce: “Se hai paura di morire, cambia lavoro!”


La mia collega della cassa accanto stava per mettersi a piangere dalla tensione.


Sono stata fortunata, era la vigilia di Natale ed erano tutti più buoni!

Questa è la testimonianza di Paola, che ho trovato su Facebook. Sembra uno scherzo ma non lo è. La questione è seria e all’ordine del giorno. Qualche giorno fa a Fabriano, in Italia nell’anno di grazia 2021, il cassiere del supermercato chiede a un cliente di indossare la mascherina correttamente. Ne nasce una discussione che si trasforma in aggressione fisica e il commesso esce dall’ospedale con 30 giorni di prognosi. Siamo a Fabriano, nell’anno di grazia 2021, ma sembra di essere nel Medioevo. La mia vicinanza al lavoratore. A Paola. A tutti i commessi costretti a trattare tutti i giorni con questi squilibrati ignoranti.

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