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Lavoro domenicale: “Di Maio e Salvini parlino con noi commessi”

Le ultime vicende parlamentari fanno intuire che il desiderio di liberare il tempo festivo, riposta dai commessi nel nuovo Governo, sia una speranza vana. E allora la commessa del centro commerciale, senza giri di parole, si rivolge direttamente ai due leader dei partiti di maggioranza.

Lavoro 6 giorni su 7, ho un giorno di riposo e tutte le domeniche sono in turno al centro commerciale. Il mio contratto all’assunzione ricomprendeva una deroga domenicale e la deroga – lo dice la parola stessa – dovrebbe essere un’eccezione alla regola, invece e diventata la regola e quindi le quattro o cinque domeniche del mese le lavoro tutte. Ma proprio tutte. Io sono mamma di un minore inferiore ai 3 anni d’età e avrei il diritto a non lavorarne neanche una. Questo prevederebbe il contratto di lavoro. Ma rivendicare questo diritto sembra impossibile. Questa trasformazione del commercio, e queste liberalizzazioni selvagge, stanno facendo venire meno i diritti fondamentali dei lavoratori. Soprattutto sul lavoro domenicale e festivo. E allora che si faccia una legge che quanto meno preveda rotazioni fisse. Una legge ferrea e osservata che preveda il controllo degli organi competenti, che vigilino sull’osservanza di queste turnazioni e che mettano in condizione tutti i lavoratori del commercio di godere del riposo domenicale e festivo. Tra l’altro la domenica si lavora con una maggiorazione oraria del 30%, quando va bene. Questo significa che un lavoratore del commercio va a lavorare di domenica per una manciata di euro lorde. Per questo non ammetto che si affermi che un commesso sia ben lieto di lavorare la domenica perché riesce ad arrotondare lo stipendio, perché così non è! Io sono una lavoratrice del commercio da oltre 20 anni, sono felice di lavorare, è una mia scelta e lo faccio con amore e dedizione. Ma voglio lavorare dignitosamente e ora voglio rivendicare i miei diritti di donna, di madre e di lavoratrice. Il governo dovrebbe porsi il problema di come dovremmo lavorare noi commessi. Di Maio e Salvini non dovrebbero parlare con le associazioni datoriali o con i burocrati sindacali, ma dovrebbero parlare direttamente con noi. Con chi tutti i giorni, soprattutto quelli festivi, vive il problema sulla propria pelle!

About Francesco Iacovone

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4 Comm.

  1. Sono d’accordo con tutti i lavoratori che vogliono avere la domenica libera, di riposo e rilassamento con la famiglia. Sono valori che abbiamo perso, ora si deve lottare per recuperarli, vedo pochi lavoratori con la voglia di lottare per i diritti , inoltre oggi c’è la paura di perdere il posto. Troppi lavoratrici e lavoratori si sono disinteressati al sindacato, hanno favorito i padroni a fare quello che volevano. Non capire al giorno d’oggi che il sindacato è importante, chi non ha mai saputo che l’art. 18 non vuol dire fare quello che vuoi, vuol dire non essere ricattabili, quando si fa il proprio dovere non si teme il licenziamento senza giusta causa. Gli egoisti vogliono parlare direttamente con chi fa le leggi o i padroni, io credo che l’interlocutore sia il sindacato. Non lodo nessuno, anche nel sindacato ci sono le mele marce, per questo bisogna partecipare dare un po di disponibilità e buttare fuori le mele marce. Proposte da portare avanti, lavoro domenicale maggiorato del 50%, domeniche da lavorare 2 mensili. Potrebbe essere il primo passo. Chi troppo vuole nulla stringe. Il sindacato è di aiuto ai lavoratori. Chi non l’ha ancora capito forse è perché non si è mai interessata. Il sindacato sono i lavoratori, se è debole è perché i lavoratori non si interessano.

  2. la proposta di legge 26 domeniche all’anno e festività religiose chiuse è un ottimo compromesso : la colpa risate al governo MONTI che ha “liberalizzato” le aperture dei negozi . si inizio con le domeniche di dicembre (ci poteva anche stare) poi da lì si è iniziato ad aprire ogni domenica e tutti dietro a catena . Chi critica chi lavora nei negozi e centri commerciali paragonando a polizia , ospedale , ecc .. ribadisco che quelli sono servizi ESSENZIALI mentre un negozio non lo è : la spesa o lo shopping si possono fare benissimo di sabato o di lunedì. Gli acquisti on-Line non cambiano nulla : è vero che si può fare l’aquidto su Internet H24 365gg l’anno ma nessun corriere consegna la domenica o il giorno di Natale . “Paura” anche questa sconfessata . Anche le turnazioni sul riposo domenicale dovrebbero essere regolare dal CCNL di settore. Buon lavoro a questo governo .

  3. Buongiorno, Sono pienamente d’accordo con lei, è anni che sostengo Questa tesi, purtroppo ad oggi fare la guerra alle domeniche aperte festivi aperti non è più possibile perché è diventato un hobby Quotidiano andare in giro per il centro commerciale sabato e domenica e festivi, questo non significa che chi lavora all’interno di queste catene non debba più avere una vita. Sono convinta che bisognerebbe cominciare a lavorare sui contratti, da contratto dovrebbero cominciare a garantirci su 52 domeniche l’anno almeno 20 domenica a casa e su 6/8 festivi aperte almeno 2/3 . spero tanto se qualcuno possa sentire il nostro appello per cominciare avere una vita familiare dignitosa, anch’io ho due bambini di cui un anno e mezzo e lavoro a 45 km da casa, sabato e domenica e festivi e spesso non si riesce nemmeno a ruotare la domenica virgola il concetto di famiglia per noi è inesistente Le auguro una buona giornata a presto

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