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Lavoro notturno alla Carrefour: la parola all’Avvocato

Ho letto con molto interesse l’articolo, pubblicato sul Blog di Francesco Iacovone, Pensieri in Parole, in cui una delegata USB di Zara, Maria Sarsale, racconta cosa ha visto in una notte nei Carrefour, primi supermercato in Italia a sperimentare l’apertura 24 ore su 24.

In maniera chiara e sintetica, Maria racconta che di notte al Carrefour non ci sono clienti e non ci sono – magari tranne qualcuno – dipendenti del supermercato, ma solo addetti delle cooperative, per lo più stranieri.

Che cosa abbiamo di fronte Maria lo dice con una chiarezza che non posso che riportare:

Durante la notte non si incrementano le vendite, non aumentano i profitti, accresce solo il desiderio. Durante la notte si registra solo il potere dell’Azienda che può permettersi di dire “ci sono”. Non servono tanti dipendenti per fare questo, è il primato della marca, del simbolo. Non serve lavoro qualificato.

Nulla da aggiungere.

Mi permetto di “condire” questo bell’articolo guardando la nitida immagine che restituisce, con le lenti del Giurista.

In primo luogo, mi sembra corretto ricordare che questo inutile eccesso è frutto di una norma insensata.

Si tratta del c.d. Decreto Monti:

[…] il rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio; (articolo 35, comma 6, legge n. 111 del 2011, poi così modificata dall’articolo 31, comma 1, legge n. 214 del 22/12/2011).

L’unico vero pregio di questa norma è quello di renderci davvero chiaro il livello di offuscamento in cui sta cadendo il nostro capitalismo. Non è più una direzione sbagliata. E’ una corsa impazzita alla ricerca di un muro in cui sbattere.

E il dato maggiormente preoccupante, proprio in considerazione della natura antieconomica della scelta relativa all’apertura h24, è che questa viene fatta pesare sui lavoratori.

Io penso che la battaglia per limitare al massimo che questa pazzia non si riversi sui lavoratori sia sacrosanta.

E mi preme dire che ci sono degli appigli giuridici che possono aiutarla e sostenerla.

Infatti, è illecito l’appalto che ha per oggetto la mera commissione delle mansioni centrali dell’attività di gestione del supermercato.

Infatti, nel nostro ordinamento giuridico “L’appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di una opera o di un servizio”. Invece, l’appaltatore che si limita a fornire manodopera al Committente, fa intermediazione di manodopera vietata.

La dico più cruda: è un caporale e compie una attività illegale.

Avv. Bartolo Mancuso (studio legale associato Panici – Guglielmi)

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