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Le commesse non possono bere né pisciare

  1. Curiosando sul gruppo Facebook “Le commesse sante subito” ho raccoltozraccolto le confessioni shock di tante di loro che non possono bere né pisciare. E di racconti così ne sento molti anche al sindacato:

In riferimento sempre e per fortuna al mio ex posto di lavoro vi pongo una domanda: avete diritto ad andare alla toilette? Da me non era concesso!

Questo il post di Vale, seguito da molti commenti che confermano l’attacco ai più elementari diritti umani messo in campo dalle multinazionali del commercio:

Lucia: “Oltre a chiedere il permesso (anche se non si lavorava alle casse o a banco servito), ci prendevano il tempo. Se ci mettevi troppo chiedevano cosa avessi fatto. Una volta in un turno di sei ore sono dovuta andare due volte al bagno (avevo mangiato x frutta il cocomero e si sa…), mi hanno chiesto il certificato medico per giustificare il fatto. Il mio dottore ride ancora adesso a distanza di 18 anni…”

Mary: “Dove ho lavorato un paio di anni fa non potevo andare in bagno, né avere 10 minuti di pausa dopo tante ore di lavoro o fare la pausa pranzo. Apertura e chiusura tutti i giorni e giorno di riposo ogni 15 giorni se mi andava bene. Me ne sono andata dopo un esaurimento nervoso e sono passata alla concorrenza. Trattamento completamente diverso, ma per non sbagliare stavo comunque attenta a non andare troppo spesso in bagno o fare tutti i giorni la pausa. Una volta ero al banco a servire in un momento di calma e allungandomi per prendere qualcosa mi è sceso un fiume di sangue che non finiva più. Sono andata al bagno più vicino per controllare la situazione e c’era un bel casino quindi sono andata fino ai spogliatoi e più in fretta che potevo mi sono sistemata. Tenendo conto che questo mi succede perché ho problemi gravi di salute che i miei colleghi conoscevano, quando sono tornata al banco (avrò perso, esagerando, 10 minuti) mi sono sentita dire di tutto. Ho tentato di spiegare la situazione, ma sembrava che si incazzassero ancora di più. Sinceramente sono stufa di sentirmi dire persino se posso o meno andare in bagno. Ho iniziato a lavorare di nuovo da pochi giorni e quando mi hanno fatto la battuta “ah, anche in bagno vorresti andare?” l’ho zittito con lo sguardo.”

Carla: “No è davanti ai clienti mi è stato detto di mettermi un pannolone… per fortuna mi sono licenziata non ne potevo più.”

Mariella: “A noi in cassa non è concesso bere o mangiare caramelle ma noi lo facciamo di nascosto anche perché non c’è aria condizionata alle casse”.

Carla: “Non me lo dire, 8/9 ore di cassa senza staccare. Neanche un caffè…. mi ha fatto ammalare 7 anni così.”

Come potete facilmente comprendere non è affatto un caso isolato (qualche tempo fa una cassiera si è fatta la pipì addosso durante il turno di lavoro), ma è una prassi molto diffusa. Ecco, questo post è dedicato a tutti quelli che raffigurano la categoria del commercio come lamentosa e a quelli che dicono in coro “ringrazia Dio che lavori”.  E poi quale Dio? Quello del denaro?

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About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale Cobas [Read more]

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