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Le Maestre occupano la Basilica: arriva il Ministro Madia

Comincerei dalla fine, dal funzionario della Questura che si avvicina e mi chiede se le maestre sono disponibili ad abbandonare la Basilica di Sant’Andrea della Valle nel caso in cui “si concedesse qualcosa in più” dell’ottenuta promessa di incontro dalla Curia Romana.

Comincerei dagli sguardi sorpresi, dagli smartphone al cielo per immortalare l’ingresso del Ministro Madia nella Basilica, il momento di una vittoria sudata tutta la giornata. Senza fare un passo indietro, senza mollare di un solo centimetro. Donne fiere e coraggiose, donne che di mestiere accolgono i bambini romani nei nidi e nelle scuole dell’infanzia della capitale, precarie da una vita.

Sono le ore 19.00 del quinto giorno di presidio, è il giorno dello sciopero nazionale per la stabilizzazione di queste lavoratrici che a giugno rischiano il licenziamento. Una giornata che ci ha visto protestare a gran voce sotto le finestre del Ministro Madia. Quel camper parcheggiato per cinque giorni sotto Palazzo Vidoni a farci da focolare: canti, cori e qualche scenetta improvvisata dall’ingegno e dalla fantasia che è propria di una maestra.

Ma il Ministro non ha risposto, non ne voleva sapere di dare rassicurazioni a queste donne che hanno avuto la forza di non arrendersi, di fronteggiare la polizia e di occupare la Basilica accanto al Ministero. Daniela, Fabiana, Alessandra, Marta, Serena, Irene, Germana, Jessica, Vittoria, Claudia, Daniela…; assieme alle loro colleghe giunte da Milano, Francesca in testa, hanno dimostrato che la lotta paga. Lo hanno fatto con la determinazione di chi sta dalla giusta parte e sa che sta difendendo il proprio diritto.

Insomma, abbiamo costretto il Ministro a venire in Chiesa, a venirci a cercare e a parlare con noi. Lo abbiamo costretto ad invitarci al Ministero della Funzione Pubblica. Il resto è materia delle note rilasciate dall’Ufficio Stampa. La vertenza è complicata e le parziali rassicurazioni ci lasciano ben sperare, ma probabilmente ci aspettano altre giornate di lotta.

Una cosa è certa, oggi abbiamo ottenuto un grande risultato e lo abbiamo ottenuto tutti assieme. Oggi è una di quelle giornate che non lasciano spazio a dubbi e contribuiscono a rafforzare legami, appartenenza e militanza. Per questo vi ringrazio… Per questo sento di aver scelto la parte giusta!!

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