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L’inferno della logistica nei supermercati Coop: tra arresti, maxi frodi milionarie e sequestro dei beni

Imprenditori senza scrupoli che diventano oggetto di inchieste, misure cautelari e scandali finanziari di proporzioni enormi.

La storiaccia della logistica nei supermercati Unicoop Tirreno, che si insediamo tra Lazio, Umbria e Toscana, nasce nel febbraio 2016, con l’arresto di cinque persone e il sequestrato di beni mobili e immobili per 42 milioni di euro nell’ambito dell’operazione “Riso Amaro”. La società che aveva in gestione la logistica allora era la CGS/GLI. Da lì in avanti gli appalti si sono susseguiti con lo stesso risultato. Nel 2019 la società subentrante, Alma, finisce sotto i riflettori della Guardia di Finanza per una maxi frode fiscale da 70 milioni, sono 10 gli arresti a Napoli e un noto imprenditore viene fermato in partenza per Dubai con 300mila euro nello zainetto. Ma non finisce qui e il subentro ad Alma della società La Gioia si interrompe bruscamente nei primi giorni nel luglio di quest’anno: una persona in carcere, due ai domiciliari e una ventina di indagati totali in un’associazione a delinquere dedita alla commissione di reati fiscali. E’ il bilancio dell’operazione Karma, condotta dalla Guardia di Finanza di Vercelli coordinata dalla Procura. Evasi complessivamente circa 30 milioni di euro.

Eccola l’etica tanto sbandierata da Unicoop Tirreno per pubblicizzare i suoi prodotti: ci ritroviamo di fronte a una filiera inquinata da loschi affari e dalla logica degli appalti che comprime i salari e i diritti dei lavoratori più deboli per far arricchire imprenditori appaltanti senza scrupoli che diventano oggetto di inchieste, misure cautelari e scandali finanziari di proporzioni enormi.


Ora si prospetta l’ennesimo cambio di appalto e a quel tavolo chiederemo la reinternalizzazione del servizio di logistica, per non incappare in altri buchi salariali e contributivi che diventano un onere da ripianare per Unicoop Tirreno e mettono in pericolo l’occupazione nel suo complesso. Perché l’incapacità di individuare un appaltatore dei servizi di logistica che è in regola con la legge sta producendo un danno enorme alla Cooperativa del quale non si assume la responsabilità nessuno, ma le cui ripercussioni potrebbero diventare un problema finanche per i lavoratori Coop dei supermercati e degli ipermercati.


Insomma, 186 lavoratori si ritrovano ancora nell’indeterminatezza e stanno per subire un nuovo cambio d’appalto. Un travagliato percorso lavorativo e umano che non è degno di un Paese civile. Se la Coop basa la sua campagna pubblicitaria sulla spesa equa e solidale che vorrebbe cambiare il mondo a noi questo mondo non piace, ce ne aspettiamo uno pulito e mai infiltrato da questi pseudo imprenditori della logistica che fanno dell’illegalità e dello sfruttamento del lavoro la loro missione.

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