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Livello di inquadramento: quando spetta quello superiore?

Troppo spesso i lavoratori del commercio si trovano a svolgere mansioni superiori rispetto al proprio livello di inquadramento. Vediamo allora quando si acquisisce il diritto, dopo l’assegnazione a compiti di livello superiore, al conseguimento del livello retributivo spettante.

Prima di entrare nel dettaglio dobbiamo fare una considerazione non banale: la voce della busta paga che genera le differenze retributive più elevate e che viene presa poco in considerazione dai lavoratori è proprio quella del livello di inquadramento (la classificazione del personale che determina il diverso trattamento economico e normativo). Sempre più spesso i lavoratori vengono adibiti a mansioni superiori rispetto alla loro reale classificazione. Questa violazione contrattuale costituisce per le aziende una notevole fonte di risparmio e per i lavoratori un altrettanto notevole abbattimento del salario.

Il lavoratore non può mai subire arretramenti verso il basso della propria qualifica e del proprio salario, mentre la legge non pone limiti agli avanzamenti di livello e, conseguentemente, della retribuzione. In via eccezionale il dipendente può essere comandato a svolgere, temporaneamente, le mansioni di un superiore assente o impossibilitato, ma se questa condizione si prolunga troppo egli acquisisce il diritto alla nuova posizione lavorativa. La giurisprudenza costante ha indicato come ottenere il riconoscimento delle mansioni superiori. E allora vediamo quali sono i casi in cui è possibile la modifica delle mansioni in corso di rapporto lavorativo.

  • Mansioni del lavoratore
  • Modifica delle mansioni del lavoratore
  • Assegnazione a mansioni superiori
  • Riconoscimento delle mansioni superiori

Mansioni del lavoratore

La regola generale impone al datore di adibire il lavoratore alle mansioni per le quali è stato assunto, cioè quelle che sono state concordate fra le parti nel contratto di lavoro. Inoltre, il datore di lavoro al momento dell’assunzione ha l’obbligo di far conoscere al lavoratore il suo inquadramento, ossia il livello e la qualifica che gli vengono assegnati in relazione alle mansioni attribuitegli.

Se non c’è corrispondenza fra le mansioni pattuite in contratto e quelle effettivamente assegnate, il lavoratore può rivolgersi al giudice e chiedere: in caso di mansioni di livello inferiore, l’assegnazione alle mansioni concordate e la condanna al risarcimento del danno del datore di lavoro; in caso, invece, di mansioni di livello superiore, può chiedere l’assegnazione definitiva al nuovo livello con adeguamento della retribuzione.

Modifica delle mansioni del lavoratore

Una volta cominciato il rapporto di lavoro, il datore può adibire il dipendente ad altre mansioni rispetto a quelle inizialmente concordate, ma solo se si tratta di mansioni dello stesso livello di inquadramento rispetto alle ultime effettivamente svolte oppure corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito (ad esempio, per effetto di un avanzamento di carriera)

Assegnazione a mansioni superiori

Vediamo che succede nel caso in cui il datore di lavoro assegni al lavoratore delle mansioni superiori. Ovvero quelle mansioni caratterizzate da un più elevato contenuto professionale e, di conseguenza, inserite in un livello di inquadramento superiore.

Fermo restando che è facoltà delle parti concordare in qualsiasi momento un mutamento delle mansioni verso l’alto (ossia l’inquadramento a mansioni superiori), il datore di lavoro può farlo senza il consenso del lavoratore solo in via temporanea e in due casi:

  • per sostituzione di un altro lavoratore assente sino al suo rientro. Durante tale periodo, il sostituto ha diritto al riconoscimento del corrispondente trattamento economico e, quindi, a un aumento dello stipendio fino a quando rientra il lavoratore sostituito. Non è precisa una promozione automatica. Il lavoratore da sostituire deve essere assente a causa di una delle ipotesi di sospensione legale (sciopero, malattia o infortunio, gravidanza) o convenzionale del rapporto di lavoro, e non per scelta organizzativa del datore di lavoro, che lo ha destinato a lavorare fuori dell’azienda o in altra unità o altro reparto;
  • per altre importanti esigenze aziendali come la momentanea vacanza di una posizione in organico. La sostituzione è possibile per massimo sei mesi o per il periodo eventualmente previsto dal Ccnl. Decorso tale termine, il lavoratore ha diritto all’inquadramento superiore. Anche in questo caso, il dipendente ha diritto a ricevere il trattamento economico corrispondente all’attività svolta.

In entrambi i casi, dopo l’assegnazione temporanea, il lavoratore torna alle proprie mansioni originarie. Non c’è bisogno, per l’addizione a mansioni superiori, che il datore di lavoro emetta un ordine di servizio o comunque un documento scritto potendo anche essere ciò deciso attraverso comportamenti concludenti che esprimono in modo univoco la sua volontà o il suo consenso all’espletamento di mansioni superiori da parte del lavoratore.

Riconoscimento delle mansioni superiori

Scaduto il periodo di sostituzione massimo di sei mesi o quello diverso fissato dal contratto collettivo, il dipendente ha diritto alla promozione (ossia al riconoscimento della qualifica superiore) e al relativo aumento in stipendio, salvo vi rinunci.

Il lavoratore acquisisce la qualifica superiore anche se svolge solo alcune delle mansioni corrispondenti. L’avanzamento automatico di carriera, infatti scatta quando i compiti affidati sono di grado più elevato rispetto alla categoria di appartenenza senza necessità che l’interessato svolga effettivamente tutte le mansioni previste. È quanto ricordato dalla Corte di Cassazione.

La Suprema Corte ha ricordato che anche nel caso in cui il datore di lavoro assegni al lavoratore inquadrato in una determinata categoria solo alcune delle mansioni corrispondenti alla categoria superiore, con prevalenza tuttavia rispetto agli altri compiti allo stesso affidati, opera il meccanismo di avanzamento automatico nella qualifica superiore quale previsto dall’articolo 2103 del Codice civile; tale norma, non richiede che il lavoratore svolga tutte le mansioni di coloro che sono inquadrati nella suddetta qualifica superiore, ma prescrive soltanto che i compiti affidati al lavoratore siano superiori a quelli della categoria in cui è inquadrato.

Insomma, occhio al vostro livello di inquadramento e conservate sempre le vostre buste paga.

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Un commento

  1. Part-time di 2245. Come cassiera in un iper. Turni assurdi disribuiti a loro piacimento e spesso cambiati per via telefonica secondo le loro esigenze. Invalidità al 67% categorie protette. Operata si ematoma cerebrale, lavoro con tappi alle orecchie. Nessuno spostamento mentre per altri è stato possibile. Spesso sono in malattia. Ma si può?

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