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Quello che il mio cane non dice

Eh già… sono passati oltre dieci anni da quando il tuo soffice pelo di cucciola è apparso prepotente nella mia vita. Una piccola peste, dispettosa ed insolente. Una combina guai inesauribile, ma con la capacità innata di farseli perdonare tutti, ma proprio tutti. Due colpi di coda a tuo modo, una smorfia ammiccante e via… al prossimo disastro!!

Lo so, molti penseranno: “e che palle con questi cani…” ma tu sai bene che io questa critica non la merito. A ognuno il suo giusto posto e anche tu hai il tuo: quello di cane, di amica fedele e paziente.

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Sono seduto in giardino e i tuoi profondi occhi marroni, ormai un po’ annebbiati, guardano i miei. I peli grigi hanno cominciato a circondare il tuo soffice muso e sono un paio di giorni che non stai troppo bene. Ed io, preoccupato, sto ripensando alle tante cose che non dici, quelle cose che io comprendo grazie al nostro linguaggio silente.

Quelle cose che insegni con il tuo esempio, come l’importanza di esserci. Nei miei alti e bassi, nei saluti e negli addii. Nei trionfi, nei fallimenti e nelle incertezze tu ci sei e mi dai qualcosa di tangibile a cui aggrapparmi.

Quelle cose semplici, che a vote sfuggono e tu mi ricordi con il tuo atteggiamento felice, già di buon mattino. Sempre accanto a me, nella stessa stanza. A volte russi tranquilla accanto al divano e mi riempi di pace. A volte, invece, con una zampa gentile sulla mia gamba, mi convinci a fare una passeggiata, a sentire il sole, e magari a sdraiarmi con te su di un prato. “Goditi questo momento”, sembri dire, “perché questo momento è tutto quello che abbiamo e l’unico che conta davvero”.

Quelle cose come l’empatia. Già, per me che sono un po’ orso e trovo confortante e confortevole rimanere solo e chiudere tutto il mondo fuori, per evitare chiacchiere inutili, tu sei riuscita nell’impossibile. Camminare con te è come camminare con una star del rock. Tutti vogliono fermarsi a parlare, a coccolarti, a giocare. Grazie a te ho avuto la possibilità di incontrare tante persone e mi hai dimostrato che farsi degli amici è molto più facile di quanto immaginassi. A quanto pare, tutto ciò che dobbiamo fare è sorridere io e scodinzolare tu.

Insomma, mentre tu mi guardi e i tuoi profondi occhi marroni, ormai un po’ annebbiati, guardano i miei voglio dirti grazie Margot. Grazie per tutte quelle cose che non mi hai mai detto, ma che mi hai insegnato… a tuo modo!!


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About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB... [Read more]

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