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Martina, commessa di Zara: “zero dignità nella malattia”

Mi chiamo Martina e lavoro come addetta alle vendite in una delle più grandi multinazionali presenti sul mercato, Zara, che con il suo fatturato ha reso Amancio Ortega l’uomo più ricco del mondo.

Oggi vi scrivo non per lamentarmi del trattamento che l’azienda riserva ai suoi magazzinieri (condizioni da medioevo, con turni estenuanti e senza riposo), e neppure per chiedere la chiusura dei punti vendita nei giorni festivi e domenicali. Non vi voglio parlare nemmeno delle tante “Sonia” che vengono lasciate a casa allo scadere dei mesi che una Legge di liberalizzazione selvaggia ha previsto per instaurare un precariato dilagante.

Oggi vi voglio parlare delle mie colleghe: Elena, Emanuela, Stefania, Cinzia, Marta e tante altre, che sono donne e mamme, che lavorano ma che hanno la sfortuna di essere malate, o categorie protette, o madri di disabili. Vi voglio parlare delle loro lotte per mantenere il posto di lavoro, con sacrificio e professionalità Vi voglio raccontare quanto Zara le mette sotto pressione, facendole sentire inadeguate.

Marta ha vinto sul cancro, per ora, ma come tutti i malati di cancro la sua battaglia non finisce col ciclo di chemioterapia. Lei è una categoria protetta, ha un contratto a tempo indeterminato, e viene ogni giorno a lavorare dimostrando a se stessa e agli altri che si può vincere, ha ricominciato a sognare al futuro, e si è sposata. Peccato che suo marito viva in un’altra città, una città dove esiste il negozio Zara che fattura di più al mondo, una città dove opera il suo oncologo. Marta ha chiesto il trasferimento, ma ZARA GLIELO NEGA, apparentemente senza motivo.

Elena è malata di sclerosi multipla, e da quando lavora in Zara le sue condizioni di salute sono peggiorate fino al 74% di invalidità. Elena non vuole arrendersi a questa malattia, e viene a lavorare anche quando le gambe le si piegano dalla fatica, ogni giorno lavora le 4 ore previste dal suo contratto a tempo indeterminato con grande sacrificio, ma con grande impegno. In negozio noi tutti, suoi colleghi e amici, ammiriamo la sua forza di carattere e la sua determinazione.

Purtroppo il negozio in cui lavora chiude alle 23 ogni giorno e per lei farcela fino a quell’ora è una battaglia troppo dura. Così insieme ai miei colleghi abbiamo combattuto per un intero anno al fine di farle ottenere dei turni meno pesanti, che non superassero le 21. Alla nostra insistenza Zara, nella persona dei vari Direttori di negozio e delle Risorse Umane, all’inizio si è mostrata completamente riluttante alle nostre richieste, cedendo solo dopo un lunghissimo anno. Il problema è che non passa giorno in cui Elena non senta “battutine” sui suoi turni agevolati, o pressioni.

Stefania è mamma di una splendida bimba disabile, per cui ha diritto alla Legge 104. Spesso si assenta dal lavoro per poter accudire sua figlia, la Legge 104 le dà il diritto di farlo, ma Zara glielo fa pesare. Quando è in servizio cerca di sorridere ai clienti e a noi colleghi con gentilezza, per non far percepire le sue ansie e la sua preoccupazione. Viene a lavorare anche il giorno dopo un ricovero straordinario della figlia e scopre che Zara non le ha retribuito l’assenza del giorno prima, qualificandola come “assenza ingiustificata”. Purtroppo i permessi maturati negli anni di lavoro, per l’azienda vengono concessi a discrezione dei direttori del negozio che non ritengono quell’assenza giustificata. Quando rientra dopo un lungo periodo di Congedo Straordinario per prendersi cura della figlia, non può non sentire il mormorio che le si scatena intorno, come se fosse stata in vacanza!

Emanuela è mamma di un bimbo dislessico, anche lei per questo ha diritto alla Legge 104. Emanuela è una venditrice part time, da quando per esigenze familiari, si è demansionata lasciando il ruolo di direttrice di negozio. Lavora con grande competenza e professionalità, senza aver mai smesso di contribuire con la sua esperienza alle vendite. Purtroppo quando chiede turni più regolari per poter accompagnare il figlio alla terapia logopedistica, ZARA GLIELO NEGA, e il nuovo direttore di negozio motiva tale rifiuto nell’impossibilità di creare un “precedente” in azienda e le dice: “Se tutti ci chiedessero turni a misura come faremmo a portare avanti il negozio?”. Emanuela avrebbe voluto rispondergli “Per fortuna non tutti hanno figli disabili!”, ma ha taciuto, sentendosi tradita, ancora una volta, dall’Azienda a cui negli anni ha creduto e a cui ha dato tanto.

Cinzia non è mamma, è una donna single, fuori sede, arrivata in Zara dopo che al Sud non trovava lavoro. A Roma ha trovato un contratto a tempo indeterminato e si è messa a lavorare tanto da far carriera, ora ha il terzo livello. Purtroppo nei tanti anni di lavoro, sempre in piedi, la sua schiena comincia a darle problemi e scopre di avere varie ernie discali. Purtroppo a volte il suo corpo si paralizza e lei è immobilizzata a letto, sola perché la sua famiglia è a centinaia di chilometri di distanza. Quando dopo un lungo periodo di malattia torna in negozio nessuno le chiede come sta, ma al contrario si sente dire che dovrebbe demansionarsi. Quando ha delle ricadute, nessuno le crede, e non le rivolgono parola durante le otto ore di lavoro, colpevolizzandola per le sue ripetute assenze. Alla collega che le urla disumanamente contro “tu ci pesi con le tue continue malattie!”, lei vorrebbe rispondere per le rime, ma tace, il lavoro le serve per vivere. Il direttore che assiste a queste scene tace, mostrando la posizione di un’azienda che non tollera malati.

Purtroppo Zara va avanti incurante dei disagi dei suoi dipendenti, cresce, apre nuovi negozi e stipula contratti a gente sempre più giovane, nella speranza che non si ammali. Ma la malattia non è una scelta. E di fronte a lavoratrici come queste, che lottano nella loro vita privata battaglia inimmaginabili, e che vengono a lavoro sempre con enorme professionalità, Zara risponde con una strategia che le criminalizza.

Da quando lavoro in Zara il contratto collettivo nazionale ha decurtato sensibilmente la remunerazione delle assenze per malattia, ciò significa che al danno subito da chi sfortunatamente si ammala si aggiunge l’impossibilità di affrontare serenamente le spese per le cure mediche. In questo clima, Zara aggiunge disperazione ai suoi dipendenti, trattandoli come criminali, creando nei negozi, tra colleghi, un clima di sospetto e di sfiducia verso coloro che si ammalano o che si assentano per prendersi cura dei propri familiari.

Nei mesi scorsi ho seguito le polemiche sulle taglie degli abiti del mio brand: le accuse erano di voler creare un modello di clientela ai limiti dell’anoressia. Purtroppo il modello che Zara propone è quello di individui giovanissimi, magrissimi e SANI, non solo come clientela ma anche come dipendenti e chi non rientra in questi parametri viene vessato, ai limiti della sopportazione.

Ancora una volta Zara dimostra la sua faccia disumana, incurante e sprezzante. Avrei voluto parlarvi di altre storie, ma altri lavoratori e lavoratrici hanno ceduto, hanno accettato di dimettersi, perdendo per sempre anche la sicurezza di un lavoro, perché toglieva loro dignità.


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About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB... [Read more]

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113 Comm.

  1. Lo volete capire si o no che il “Sogno Zara” é solo una chimera che nasce la dove esiste un sogno professionale da “$fruttare” fino all’osso, dopo d che nn tiene conto di motivazioni ed esigenze umane di chi come avete visto ha sempre dimostrato abnegazione all’azienda anche oltre i propri doveri contrattuali.(ore extra nn retribuite, responsabilità senza livello adeguato..etc).il lavoro è uno scambio equo..nn esiste subalternariato ma collaborazione. Agite e fate agire sempre nell pieno rispetto delle regole del proprio contratto di lavoro ma soprattutto nel rispetto del Ccnl.Svejateveeeee. (Giacomo .Zara Bocconi-Roma)

    • Grazie Giacomo, con “il sogno Zara è solo una chimera” hai riassunto tutto…

    • Rispetto del Ccnl????
      La mia ragazza ha un contratto part time e la fanno lavorare 52 ore a settimana (cinquantadue), una sua collega si è iscritta al sindacato per far rispettare i propri diritti e la settimana dopo stava a casa e già era stata rimpiazzata. Svegliateve cosa?

      • Bravo, troppo spesso chi parla non conosce le condizioni violente a cui sono sottoposti i lavoratori del settore.

      • 52 ore? 17 ore di straordinario in tre giorni sono sfrtuttamento… Dimenticavo dove lavoro io si comincia alle 7:30 e si dovrebbe finire alle 17…. Ogni tanto rimpiango quando facevo il commesso

    • Grazie Martina x la chiarezza con cui hai raccontato la scarsa considerazione che si riceve a causa della mancanza di umanità di questi settori in cui molte giovani sognano di lavorare!!…non capisco la poca tutela dei sindacati e/o degli organi interni che dovrebbero essere lì a far rispettare regole specie quelle x le fascie protette!!… la necessità di uno stipendio sta rendendo tutti deboli e sottomessi purtroppo !.. comprese le persone che dovrebbero considerarsi tranquillo!e!!! … ma la l egge dov’è??????…

  2. Purtroppo queste situazioni succedono in tutte le aziende….ormai hanno creato le condizioni ( disoccupazione,contratti inesistenti e voucher) affinchè possano ricattare il lavoratore….tanto se ti licenzi ti rimpiazzano immediatamente!

  3. Ma i sindacati dove sono?!???

  4. Io boicotto queste catene da SEMPRE favorendo il made in Italy e verificando personalmente lo stato delle persone nei negozi perchè con le persone ci parlo, tutto il resto è marketing.

  5. Dove sono o sindacati ? Qui ci vuole una rivoluzione cari ragazzi riprendetevi i vostri diritti ,non è. solo Zara la situazione è grave in tutti i settori contratti al limite dello schiavismo ,i sindacati blaterano di un contratto collet nazionale che non tutela più nessuno .Quando i tempi saranno maturi finiranno questi soprusi

  6. Io inizierei a non entrare piu’ in un negozio Zara e a trattare i loro direttori del cavolo come trattano queste povere donne
    Non mi scende giu’ il fatto che il sig amancio ortega dei miei stivali debba arricchirsi trattando in maniera disumana le commesse
    Per quanto mi riguarda non comprero’ piu’ una pezza firmata ZARA
    So di essere una goccia in un’oceano di indifferenza ma ora che ho letto quest’articolo proprio non riesco ad essere indifferente

    • Se però boicottassimo Zara, tutte le protagoniste di questa storia rischierebbero poi di rimanere disoccupate o (nel migliore dei casi) cassaintegrate.

      • Da Amancio O. non mi aspettavo altro che questa risposta. Basterebbe rinunciare ad un po’ di profitto concedendo il giusto rispetto. Un saluto a te, Amancio

      • certo signor Amancio ha ragione , queste donne potrebbero rimanere disocccupate o cassaintegrate , ma anche lei affonda con loro !!!

      • Allora?? Dobbiamo stare sempre zitti e subire?? No, basta, hanno rotto i cosiddetti sti ricconi di m… e direttori del cacchio; non devono vincere loro basta che prendono bei stipendi sti direttori solo x dire e fare baggianate

      • caro Amacio, ma se tutti boicottiamo i tuoi negozi, a casa ci vai anche tu.
        Del resto c’é un detto molto contadino e molto vero: OGNUNO RACCOGLIE QUELLO CHE HA SEMINATO!
        e il tempo del raccolto arriverà, credimi, e prima di quanto uno si aspetta.
        ricorda: un lavoratore soddisfatto rende il doppio di uno vessato e se il lavoratore rende il doppio allo stesso prezzo il “padrone” guadagna di più.

    • Siamo due gocce…anzi tre leggendo sopra 🙂 e vedrai che ne arriveranno tante altre. Solo in questo modo possiamo far cessare gli sfruttamenti, boicottando. Purtroppo è vero che succede anche nel privato e lì non possiamo essere incisivi più di tanto. Ma dove si può, dove possiamo fare la differenza la DOBBIAMO fare noi consumatori.
      Coraggio!

  7. Mmmh… ora vorrei che mi si spiegasse che differenza c’è tra chi lavora da Zara e chi lavora in un qualsiasi altro posto non-pubblico.
    Perchè cambiando Zara con il nome di un qualsiasi supermercato, centro commerciale, fabbrica, istituto, rsa, negozio e tutto ciò che vi viene in mente è sempre così OVUNQUE!

    • Sono d’accordo con te, la lavoratrice Zara ha denunciato, sotto a chi tocca.

      • caro Francesco, mi permetta il tono confidenziale, il suo lavoro da sindacalista va benissimo aiuta i lavoratori ad affrontare le problematiche sui luoghi di lavoro, ma anche gli altri devono fare la propra parte. I lavoratori devono denunciare agli organi di competenza vedi DTL provinciali supportati dai sindacati e i risultati si vedranno. Te lo dice uno del settore abituato a trattare denunce dei lavoratori. Poi per quanto mi riguarda boicottero la Zara non comprando. Continua cosi e denunciamo.

        • Ben detto Graziano, ma la verità è quella di un settore dominato dalla paura. Magari questi atti di coraggio e le giuste coperture sindacali possono infondere fiducia e aiutare i tanti lavoratori del commercio a ribaltare le forze in campo.

    • Anche nel pubblico….dove tutti si sentono padroni!!!

    • Sono d’accordo, c’è qualcosa di malato nel mondo del lavoro e nel sistema. Questo dimostra quanto siamo “schiavi” del lavoro purtroppo. In altri paesi non ti senti colpevole se rispetti il tuo orario di lavoro. Qui se non fai almeno due ore in piu del normale ti senti come se avessi fatto mezza giornata. Mi dite che razza di vita è? La maggior parte del nostro tempo la passiamo lavorando per arricchire qualcunaltro!! Qui serve una rivoluzione culturale, bisogna formarsi e cercare altri modi per procurarsi denaro.

  8. Molto volentieri lascio un commento… io e tutti membri della mia famiglia non metteremo più piede in un negozio a marchio ZARA iniziamo così tutti, e vedremo ZARA abbassare la cresta.Gente senza sentimenti

      • Peró devo dire anche una cosa ….ma i controlli degli ispettorati del lavoro dove sono?? Tutti seduti in ufficio ad aspettare che noi andiamo a denunciare?? Loro devono alzare il culo dalle poltrone e andare a controllare le aziende …vedere i dipendendi quante ore fanno li stipendio che prendono …tutti i santi giorni controllare i loro contratti questo ci vuole vedrete come cambiano le cose PIÚ CONTROLLIIIII

    • io non sono mai entrato,e figurati se lo faccio adesso,anzi non capisco che cosa vende di cosi bello zara che tutti accorrono e’ solo spazzatura e sfruttamento di minori asiatici,pero’ ve ne accorgete solo se tocca a noi essere trattati una schifezza.

  9. Vergogna vergogna e vergogna. Sono nella stessa situazione per un altra grande catena e andare ogni giorno a lavorare è diventato un incubo. Complimentoni a Zara che si è fatta una grande bella pubblicità

  10. Purtroppo sono convinta che tutte le multinazionali siano impastate con le banche e perchè no, con organi di governo che di certo noi, gente sensibile e affamata di giustizia, non può contrastare. L’altro giorno stavo passeggiando per il centro storico del paese dove lavoro ed ho scoperto un negozio ove una madre tesseva, PENSATE, con un telaio del 1800…Ogni giorno lotta per ottenere semplicemente un metro di spazio ove non far parcheggiare i furgoni, pena la visibilità del negozio che le spetterebbe naturalmente di diritto!!! Il Comune è ben lungi da aiutarla, perchè aiutare l’artigianato che potrebbe essere il cuore pulsante del nostro paese e della nostra creatività? Della nostra storia, del VERO rilancio economico? NO! Tutto questo non conta, ci sono ben altre cose più importanti evidentemente..Per alcuni…Putroppo per gli alcuni che vincono e comandano.

    • Beh, la poesia che ci hai raccontato forse è utopia, ma mi piace essere un po’ visionario e credere ancora nell’isola che non c’è…

      • Ho letto tutto …. E credo che ormai la vita è diventata veramente dura per tutti noi semplici mortali …. Piano piano ci spengono completamente rubandoci la nostra dignità facendoci sentire ogni giorno che passa …, più inutili …. Umiliandoci …. Ormai non abbiamo neanche più i sogni. Io dopo 30 anni di lavoro onesto a cucire 8 ore al giorno …. Messa da parte …. Sfruttata per bene …. Dopo i 50 non servi più vecchia per cucire giovane per la pensione … non trovi nulla …. se trovi per pulire pure lì trovi persone malefiche che cercano di metterti in cattiva luce per paura che gli rubi il lavoro … Come di può vivere ogni giorno così ?????? Abbiamo una fortuna ( meno male ) non siamo eterni ……. Altrimenti sarebbe proprio un martirio vivere sempre così …….

  11. Oltre alle “piccole azioni” che possiamo fare noi singoli cittadini non mettendo più piede in un negozio Zara… possiamo anche condividere l’articolo, magari una volta al giorno.. cosi ritorna in testa tutti i giorni… o anche salvare la foto e metterla sulla ns. home page. O ancora, entrare si in un negozio Zara con un’amica.. e magari esprimere opinioni ad alta voce su come questa catena tratta i dipendenti… sopratutto se in lontananza c’è il direttore … Il mare è fatto da tante “gocce”..

  12. Per fare le leggi giuste bisogna mandare al governo persone giuste.

  13. Il vero problema, in realtà, è l’atteggiamento dei colleghi…perché se la Direzione è o appare inumana, ciò,che trovo inconcepibile è che lo siano le persone che lavorano con le protagoniste di questa triste vicenda. In ogni realtà lavorative ci sono situazioni simili…e pur ammettendo che ci sia chi approfitta di determinate condizioni (purtroppo c’è, non neghiamolo), non è un buon motivo per un comportamento così incivile.

  14. Pensate che sia così solo zara ?
    Le grandi aziende sono tutte cosi, danno potere a dei fantocci,gente che non ha una vita personale e si mettono a 90 pur di poter comandare,li fanno quadri,direttori o dirigenti e loro in cambio dei gradi sulle spalline spremono quelli sotto.
    Ma mettetevi il cuore in pace, le catene di negozi se si chiamano catene c’è una ragione.

  15. Ma cosa andate trovando?? Siete pure fortunati che lavorate per i Colonizzatori!!!
    Avete la colpa di favorire ogni giorno questi mostri continuando a comprare presso di loro…. avete distrutto i piccoli Store che erano presenti nei paesi e nella citta non pensando alle conseguenze future.
    In passato si conquistavano e schiavizzavano gli altri popoli con le guerre….. oggi si fa con l’ economia… ma anche noi diamo ancora modo ogni giorno di farci rendere schiavi senza diritti e tutele!!
    In effetti l’abbiamo voluto noi..

    • Cara/o Gio, molto di quelo che dici è condivisibile, tranne la parte in cui dici che i lavoratori “sono fortunati a lavorare per i colonizzatori”, per quasi tutti è l’unico modo di avere un reddito…

  16. Purtroppo è così in molti settori, il mio compagno che lavora in quello alimentare dopo 33 anni sta subendo mobbing dal suo direttore solo perché tra quelli che all’azienda costano di più, ogni minima cosa è una scusa per umiliarlo anche davanti ai clienti, l’azienda non rinnova il contratto a chi si iscrive al sindacato, sembra di essere tornati al tempo del duce! Hanno già licenziato tre addetti alle vendite, e lui che fino ad un anno fa era felice di andare al lavoro (anche con la febbre ed io mi arrabbiavo), ora si augura di averla per stare a casa! Quella che era una grande famiglia fino a diversi anni fa ora è diventato un incubo, ma perché non capiscono che andando al lavoro sereni si rende anche meglio? Ed i sindacati (che conoscono benissimo la situazione) perché non riescono a tutelarli come si dovrebbe? La forza collettiva sig Iacovone non c’è perché tanta gente è falsa di suo, altri hanno paura di perdere quel poco di lavoro che è rimasto ed è sempre più difficile trovare colleghi/e solidali, ognuno tira acqua al suo mulino! Con l’articolo 18 e la legge Fornero dovevamo ribellarci come in Francia e ribaltare il governo, ma non abbiamo le ….. per farlo, siamo solo bravi a lamentarci e non muovere un dito. P.S. Io lavoro nel settore sanitario dove da uno dei dirigenti veniamo considerati “teste”, le mie lotte le assicuro che le ho fatte, inutilmente però!

    • La forza collettiva, nel paese senza memoria che ha visto il movimento dei lavoratori più forte del ‘900, si DEVE ricostruire, anche cambiando i linguaggi che ci hanno inculcato… Anche non sbandierando quell’impotenza che vorrebbero i potenti. Cominciamo da qui…

  17. Trovo assolutamente ingiusto generalizzare in questo modo e additare all’azienda intera, ad un marchio, le responsabilità dei singoli direttori di punto vendita.
    Io lo sono. Io per prima mi sono occupata dei problemi di salute di un mio venditore e ho ottenuto con lui che gli venisse riconosciuta una riduzione oraria. E nel mentre che aspettavamo di ottenerla, abbiamo concordato turni e mansioni che potessero aiutarlo a lavorare comunque bene. Sono venuta in contro alle esigenze di una mamma single, che come tutte le mamme single devono gestire da sole tutti gli imprevisti. Ho fatto il possibile nel mio piccolo per esaudire le sue richieste, quando aveva bisogno. E infine io,malata, dopo soli 4 mesi in azienda, e in pieno periodo di prova, sono stata valutata per il mio lavoro, per quello che avevo dimostrato in quel periodo. Ho avuto tempo e modo di riprendermi e tornare al mio posto. E nessuno mai me ne ha fatto una colpa.
    La differenza la fanno le persone.
    Dove lavoro? Nel gruppo Zara…
    La

    • Cara Daniela, ti ricordo che il direttore è l’emanazione dell’azienda in negozio. Di conseguenza se l’azienda omette il controllo sull’operato di un suo direttore è pienamente responsabile di quanto accade nel punto vendita. Di direttori Zara ne ho incontrati e ti assicuro che non sono affatto “cordiali”; mi fa piacere tu lo sia, ma non è nemmeno l’eccezione opposta che fa a regola. Saluti.

      • Caro Francesco, se il direttore omette di informare l’azienda, come farà l’azienda a sapere? Il direttore è il filtro…in questo caso molto scadente. Ma fortunatamente ce ne sono.tanti buoni, che sono la regola e non l’eccezione.

  18. Le rivendicazioni ( in questo caso boicottare le vendite ) sortiscono effetto solo se pubblicizzate, se fatte come si fa con una campagna pubblicitaria….certo che se questo post raggiunge un milione di visite e c’è un crollo nelle vendite ……….licenziano il direttore del personale.

  19. Mia compagna lavora da Zara da circa 10 anni.Anche io lavoro in una multinazionale da altrettanto tempo.
    Posto che non condivido le logiche aziendali che muovono le multinazionali in genere posso dire,su Zara,che;
    1) appena sei incinta ti mettono in maternità fino a 9 mesi prima e 9 mesi dopo il parto;da me te lo sogni,se nn hai gravidanza a rischio;
    2)hanno gli incentivi mensili sulle vendite (più l azienda vende e va bene,più i dipendenti ne godono),da noi te li sogni;
    3) é stato dato quest’anno un premio extra- non dovuto- visto che Zara Europa ha fatto fiammate in termini di risultati nel 2014 e 2015;
    4) nello store nel quale lavora mia compagna i venditori escono a fine turno delle loro ore,anche venisse giù il mondo,i responsabili sono massacrati é vero.ma ripeto i venditori escono puntuali.
    5) le festività (Natale,Pasqua,ecc…)non sono obbligatorie x i venditori,ma i responsabili,x ruolo,ci devono essere ed ecco che il negozio apre anche solo con i responsabili
    6) lo store dove lavora mia compagna é sindacalizzato al 100%: occhio a come ti rivolgi ai venditori perché rischi.Da noi…te lo sogni!!

    Volendo si possono anche segnalare altri punti eh….mia compagna prima di Zara ha lavorato in altri posti e vi garantisco che mai tornerebbe indietro.

    Gestiscono male le malattie e ci credo….ma cosa dovrebbe dire lo store per chi,invece,sulla malattia ci marcia?

    Mi dispiace leggere quanto ha descritto questa Martina ma per come sto conoscendo io Zara….Nn vedo il negozio come il peggiore di questo pianeta…!!

  20. Sono un ex responsabile di Stradivarius (sempre gruppo indirei), dopo tre anni di mobbing, ho denunciato e ho vinto.
    È nostro preciso dovere denunciare.
    Sono estremamente vicina a tutte voi, coraggio.

  21. Per mia esperienza posso dire che nei punti vendita Zara non è sempre come Ha descritto Martina

  22. Io ho condiviso l’articolo chiedendo di boicottare Zars, e siamo già in 4. Cresciamo, cresciamo….

  23. Purtroppo ragionare da dipendente è ben diverso che ragionare da libero professionista che si trova a capo di un’azienda… Chi ha lo stipendio assicurato ogni mese se va o non va a lavoro dovrebbe provare a mettersi dall’altra parte, ovvero dalla parte di chi se non lavora non guadagna. Attualmente Zara è un colosso come negozio e guadagnerà un sacco di soldi, però allo stesso tempo avrà tantissime spese a cui far fronte, e se non avesse rigide regole probabilmente le spese supererebbero i guadagni, il negozio andrebbe in perdita e chiuderebbe e poi tutti i dipendenti a lamentarsi di aver perso il lavoro…. Cosa sarebbe successo se tutte quelle donne anzichè avere un contratto a tempo indeterminato con stipendio regolare ogni mese avessero avuto un’azienda da mandare avanti? Il cui guadagno è dipendente dalla vendite che loro riescono a fare? Non voglio dir nulla riguardo le tragiche situazioni che le donne citate hanno affrontato o affrontato, in quanto sono purtroppo disgrazie da non augurare mai a nessuno, ma sicuramente se avevano un’azienda o un negozio da mandare avanti la situazione sarebbe stata peggiore…

  24. Stefania Colombo

    Quanto descritto è orribile, inqualificabile ed è giusto denunciare, raccontare, diffondere, persino urlare, mi sento peró anche di segnalare che questo genere di problema esiste nella maggior parte delle aziende e a volte più sono piccole e peggio è. Spiace che se si scrive Zara o qualsiasi altra grande multinazionale la notizia faccia subito il giro del web, ma se si scrive che la Xyz Srl fa pure peggio ai suoi dipendenti nessuno ne parli. Non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B nè esistono aziende di serie A o di serie B. Esiste solo un unico diritto, al lavoro onesto da parte di entrambi lavoratori e datori di lavoro e poi su tutto vale un principio ormai sempre meno utilizzato: IL BUONSENSO!

    • Cara Stefania, questo spazio è aperto a tutti. Ai dipendenti delle multinazionali e ai dipendenti delle piccole aziende. Facciamo comunità e urliamo a gran voce che noi non siamo in vendita.

    • Purtroppo hai ragione i sindacati dormono, gli ispettori del lavoro boh ci sono?..se i problemi sono piccoli ok si fa causa si fa casino ma quando cominciano problemi grossi ma grossi, spariscono documenti e tutti hanno hanno paura,mi spiace dirlo questa è realtà dittatura,mobbing e contratti che sindacati firmano ultimo quello quello progetto..Che schifo!!…disoccupato,ex dirigente sindacale e rls..Saluti

  25. Sono stata licenziata in tronco per giusta causa,avevo terminato il periodo di comporto(180 giorni).Nel frattempo avevo chiesto ferie,aspettativa e part_time.
    Sono in causa da 10 anni,la legge dovrebbe cambiare…….

  26. Il discorso è molto lungo e complesso ma si riassume in tre attori:
    – lavoratore, colui che apporta la forza lavoro e percepisce una retribuzione;
    – datore di lavoro, colui che mette a disposizione i fattori produttivi/commerciali per fare business;
    – stato, percepisce tasse e tutela i lavoratori e il datore di lavoro.

    Ora: se lo stato tassa troppo il datore è costretto ad ottimozzare le risorse e di consequenza necessita’ di maggiore efficienza e poter abere profitto e andare avanti (anche le frandi catene).

    Io gestisco 300 dipendenti e 58 negozi in un paese estero in cui la tassazione e piu’ bassa e, grazie allo stato, riesco a garantire un equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Riesco a dare premi, giorni liberi in base anche alle esigenze private delle persone, possibilita’ di cambiare negozio nel caso di esigenze personali. I miei dipendenti amano l’azienda, il fatturato va bene e siamo tutti felici (ovviamente chi non ha voglia di lavorare purtroppo non puo’ farne parte).

    Il lavoratore che ha la serenita’ di gestire la vita privata è piu’ sereno, ama la sua azienda e volentieri fa’ il sacrificio perche’ si sente importante, rispettato e motivato.

    Il sistema Italia orami è questo: sfruttamento delle risorse per ottenere profittabilita’ necessaria per mandare avanti l’attivita’ d’azienda. ma siamo sicuro che è il datore che sfrutta oppure é lo stato che ci mette in condizione di non avere altre soluzioni?

    Ora il problema qual’e’? che lo stato non svolge il suo ruole do garante del lavoro; sia per il dipendente che per il datore di lavoro.

  27. In tutte le grandi aziende è così purtroppo anche io ho dovuto dimettermi pur avendo un indeterminato e un ruolo di responsabilità, sono rimasta senza nulla, ma sembrava che avere un figlio con disabilità fosse una colpa è in seguito una colpa dare le dimissioni, per loro sarebbe stato meglio far finta che il problema non ci fosse non mi permettevano proprio do affrontarlo

  28. Anni fa ho lavorato per una ditta conosciuta di abbigliamento dove il proprietario aveva fabbrica produttrice e centinaia di negozi,oltretutto un uomo gentile,ma siccome lui non poteva visionare i negozi mandava degli agenti che ogni volta ci mancavano di rispetto,pesantemente a volte….bhe da li ho avuto problemi,mi ricordo che le ragazze difficilmente duravano molti mesi…bhe ora lui ha chiuso fabbrica ed ha credo 3/4 negozi. …. purtroppo queste situazioni ci sono spesso,troppo spesso,sono pochi i posti dove hai soddisfazione a lavorare e ti senti gratificato. ..ragazze fatevi valere!!!!!!!!

  29. Non solo Zara, credo… fate un giro nelle vostra città e fate un giro nelle altre città… sono spariti i piccoli negozi, rimangono solo le grandi catene, senza anima né scrupoli. Per non parlare dei supermercati. Nella mia zona i lavoratori di un grande ipermercato lamentano le stesse problematiche. Scioperano, protestano ma per ora la situazione non è migliorata granché. È indispensabile continuare a far sentire la propria voce, la propria intolleranza a certe angherie. Bisogna dire no ad un mondo lavorativo sbagliato, bisogna difendere l’identità e dignità personale per ribadire con fermezza: siamo PERSONE, non ROBOT.

  30. Il problema non é Zara o similari, non sono i sindacati che per me non sono mai esistiti, il vero problema sono le “persone” che ci lavorano, che anziché inirsi e vincere insieme rincarano la dose pensando che loro non verranno mai toccate. Svegliatevi “addetti vendita”, se non vi tutelate con la vostra unica forza, tutti quanti continuerete ad essere sfruttati. Ogni tanto leggete perché la l informazione vi rende anche più forti, non soffermatevi a guardare la tv e credere a tutto ciò che vi passa, non sempre corrisponde a verità. Conformazione non é verità assoluta, spesso nasconde una profonda insicurezza e vince sulla voglia di essere se stessi.
    Sono una commessa da 27 anni, ho superato e vinto mobbing e malattia con un grande sostegno di amici e parenti, i miei ex colleghi hannno messo la testa sotto la sabbia e grazie a me hanno ottenuto quello che spettava.

  31. Ho letto questo articolo e che dire…sono pienamente disgustato come tutti voi e non posso che confermare, avendo lavorato in Zara (anche se per poco tempo) che non c’è assolutamente rispetto per la vita privata delle persone! I direttori di negozio, i vice, gli ispettori si credono dei DIO in terra, e non mancano nel dimostrarlo con i loro atteggiamenti nei confroti di chi sta sotto di loro, OGNI GIORNO!
    e’ DAVVERO UNO SCHIFO CHE IN UNA CATENA MULTINAZIONALE DI QUESTO LIVELLO SIA POSSIBILE UNA GERARCHIA COSI’ FORTE E INCONTRASTABILE ALL’INTERNO DI OGNI SINGOLO PUNTO VENDITA. Tutti si impegnano molto durante la giornata lavorativa in un negozio come Zara, soprattutto se si lavora in centro a Roma o a Milano, la mole di lavoro è davvero elevata…e dopo magari due mesi che ti sei spaccato la schiena ti mandano a casa come se niente fosse dicendoti: SEI STATO BRAVO…MENO MALE CHE C’ERI TE IN NEGOZIO CHE PARLAVI 3 LINGUE CON TUTTI I CLIENTI….AD OGNI MODO ABBIAMO LA NECESSITA’ DI PROVARE QUALCUN’ALTRO. CI DISPIACE…PUOI ANDARE A CAMBIARTI E LASCIARE LA TUA DIVISA IN CAMERINO…PASSACI A TROVARE OGNI TANTO..(con tanto di finto sorriso).
    Insomma questo è Zara…per lo meno in Italia…magari in altre Nazioni non è stato permesso questo abuso di potere!

    • Grazie, la tua testimonianza è l’ennesima conferma che proviene chi ha lavorato in Zara e ne conosce le dinamiche. Una risposta ai pochi che, in maniera scomposta, tentano una difesa d’ufficio che appare molto di parte. Un abbraccio!!

  32. Aurora Ferrara

    Mi permetto di fare una domanda, che mi pare non emerga dall’articolo: Zara si comporta così in tutto il mondo o Zara si comporta così in Italia perché protetta dalla legge e dalla complicità e disumanità di direttori e colleghi leccapiedi del sistema?

  33. Pieno supporto ai lavoratori in difficoltà che con dignità e professionalità svolgono il loro mestiere e a loro vanno offerte tutte le garanzie, il supporto e le migliori condizioni possibili per continuare a lavorare al meglio delle loro possibilità MA gli accordi di contrattazione (di primo e secondo livello) a loro supporto devono prevedere anche che non vada a discapito degli altri colleghi in organico. Mi spiego, non può essere che, per esempio, i turni disagiati vengano coperti dagli altri colleghi a discapito della gestione del loro proprio tempo libero. Deve assente un carico assorbito dall’azienda per esempio con più personale in turno.

  34. Da Gamestop succedeva di peggio. Non mi stupisco, e dal 2012 non acquisto più da catene.
    Tutte mortificano e schiavizzano i dipendenti.

  35. Esistono studi su studi che mostrano quanto sia importante un clima di lavoro positivo, quanto dare le migliori condizioni di lavoro aumenti la produttività in modo esponenziale. E non è una utopia. Situazioni come quella raccontata qui dimostrano una miopia autodistruttiva. Se un’azienda vuole crescere non può prescindere da questo.

  36. Purtroppo anche nel settore sanitario si sentono storie simili, soprattutto se si ha la sfortuna di lavorare in cooperativa …
    Il vero problema é la paura dei dipendenti … Paura dettata dall’ignoranza intesa come non conoscenza dei propri diritti e dei mezzi per rivendicarli… Tanti Tacciono per non perdere il posto di lavoro, perché come ripetono alcuni datori di lavoro ” sono fortunati ad avere un lavoro con i tempi che corrono, perché tutti sono utili ma non indispensabili, e fuori loro dentro dieci meglio di loro”… Sono rare le persone che sanno che un lavoratore ha doveri ma anche diritti, rare ma grazie al cielo esistono ancora.
    Lotta dura senza paura, se un dipendente di qualsiasi categoria ha la coscienza pulita non deve aver timore a chiedere ciò che gli spetta di diritto.
    Sarà anche difficile trovar lavoro ma é altrettanto difficile trovare personale onesto e volenteroso.
    Per quanto riguarda le aperture straordinarie dei punti vendita onestamente non sono contraria essendo turnista e avemdo orari difficili come tutti gli infermieri, gli oss e simili a tempo pieno mi fa comodo riuscir a far shopping di domenica. Noi del sanitario non conosciamo festività eppure viviamo lo stesso., basta organizzarsi .
    Tatiana

  37. non avviene solo da Zara, ma in tutte le catene, anche quelle italiane. Non si è più dei venditori ma dei robot che devono dare il massimo profitto. Ogni volta che entrate in una catena pensate che acquistate un prodotto confezionato e venduto da schiavi. Certo gli schiavi occidentali hanno qualche vantaggio in più. Io non ho mai acquistato in una catena, né mai lo farò. C’è da rivedere il nostro modo di acquistare

  38. Io non accompagno più mia moglie da Zara e invito lei stessa a non andarci da quando una volta uno del personale con aria ..” antipatica”.. mi invitava ad alzarmi da una sedia perchè nel negozio non è permesso( è successo solo qui). Già questo e quello che ho letto spiega tutto.

  39. non commento le situazioni di queste lavoratrici in difficoltà perchè sono situazioni delicate, commento però la stupidità di chi favorisce questo genere di industria, l’esercito di persone che preferiscono comprarsi dieci capi low cost invece che 5 di fattura artigianale, fatti con amore nel nostro meraviglioso Paese da persone, stilisti, artigiani, gente che merita
    è la mentalità che va cambiata, torniamo ai negozietti, agli artigiani, basta con questa moda un tanto al chilo, noi siamo italiani!

  40. Son stato dipendente e ora son libero professionista. Finitila di giustificare certi comportamenti, NEl mondo zara quanti ammalati di cancro e si Sla , ha? una cosa è fare pugno duro contro chi per un influenza pretende un mese di ferie, un altra è venire in contro a persone malate gravi. Poi ci sarebbe da raccontare il mondo del lavoro dentro zara, come si comportano i direttori con i dipendenti ecc… Con queste mentalità da “padroni”, con la vostra ottusità nel voler sempre dare loro ragione, un domani vi trovete a lavoro per un permesso negato all’andare al funerale di vostro figlio”

    SVEGLIA

  41. Egregio Sig. Francesco,
    mi permetto di intervenire perché conosco piuttosto bene l’ambiente Zara, lavorandoci da molti anni: il fatto che Lei abbia utilizzato termini come “maniera scomposta”, “difesa d’ufficio” e “di parte” per rispondere a coloro che hanno espresso un’opinione positiva sull’operato dell’azienda, dimostra a mio parere una scarsa obbiettività da parte Sua e la scarsa volontà di prendere in considerazione versioni che si discostino dall’immagine di Zara che lei vuole trasmettere ai lettori.
    La lotta dell’USB nei confronti di Zara, culminata con l’episodio della protesta del 1° maggio di fronte al negozio di Piazza Duomo a Milano è di lunga durata, così come la posizione critica del Suo sindacato nei confronti dei sindacati confederali che spesso, con questa azienda, sono riusciti ad instaurare proficue collaborazioni che hanno portato notevoli benefici ai lavoratori presenti nei negozi Inditex (in fondo, anche tra i sindacati, c’è diversità di opinioni e competizione per “attrarre” più iscritti possibili).
    Non ho motivo per pensare che Martina abbia raccontato il falso e le situazioni che ha descritto meritano tutto il mio rispetto e la mia considerazione. Sarebbe bello poter sentire anche la versione dei Responsabili del negozio in questione per poter avere un’idea più completa della situazione.
    E’ altrettanto vero però che nessuno qui dentro ha il diritto di liquidare le esperienze e le situazioni descritte da Simone e da Daniela come una “difesa d’ufficio” dell’azienda.
    Non seguo i negozi di Roma (mi pare di capire che Martina descriva la situazione di un negozio della Capitale) quindi non conosco nel dettaglio i rapporti tra i commessi e i Responsabili in quei negozi, anche se non è un segreto che alcune tensioni ci siano state in passato.
    Per quella che è la mia esperienza in questa azienda (in altre zone d’Italia), posso affermare che in molti casi Zara ha dimostrato una grande disponibilità nei confronti di situazioni di disagio e difficoltà personali dei dipendenti. Tuttavia, è altresì vero che in altri casi questa disponibilità è venuta a mancare; i motivi per questa mancanza di disponibilità variano di caso in caso e sicuramente sono stati commessi anche degli errori, però giudicare l’operato di un’azienda da pochi casi non credo sia corretto: vi invito a tenere presente che le aziende (tutte le aziende) sono fatte di persone, e le persone a volte sbagliano (vi posso garantire che in alcuni casi gli Incaricati di negozio hanno subito delle conseguenze per una gestione inadeguata del rapporto con i dipendenti oppure per non aver rispettato le disposizioni aziendali o di legge in merito ai diritti dei lavoratori).
    Perciò vi invito ad essere un po’ più obbiettivi nei giudizi e a non vedere il rapporto tra lavoratori e aziende sempre come una lotta nella quale qualcuno vince e qualcuno perde.
    Per quanto riguarda poi il fatto che in questi ultimi anni ci sia stata una contrazione dei diritti dei lavoratori e che siano diminuite le tutele, in primis per quanto concerne la legislazione di riferimento del mercato del lavoro (a partire dai CCNL) mi trovate pienamente d’accordo, ma questo è il risultato, a mio parere, di una visione dei rapporti industriali focalizzata sullo scontro come strumento di negoziazione (sia da parte dei datori di lavoro, sia da parte dei governi, sia, infine, da parte dei sindacati). In questo però Zara, che ha siglato un contratto integrativo con i sindacati confederali proprio in un periodo in cui le aziende tendono a disdire questo tipo di contratti, non credo possa essere criticata…

    • Caro Marco, le rispondo con una e-mail a me arrivata dal nord del paese, una delle tante. Renderò la lavoratrice “irriconoscibile”, ma sono disponibile a confrontarmi con lei e a mostrarle, omettendo nome e cognome, lo scritto: “Caro Francesco, Mi chiamo ****** , ho ** anni , anche io lavoro da Zara nella sede di ****** , ho letto l’articolo che hai scritto per Martina e le sue colleghe, nel mio negozio accadde esattamente la stessa procedura, mi piacerebbe raccontare la mia storia. Anche io ho un problema di salute, e nel mio negozio hanno fatto di tutto per farmi stancare, e farmi tornare a casa , perché io sono ****** (città del sud). Da 3 anni mi sono spostata per lavorare in Zara , vivo da sola non ho nessuno, da 2 anni ho scoperto di avere la *********(grave malattia), nonostante questo ho combattuto, andando sempre a lavoro, facendo solo 5 malattie in 3 anni di lavoro, adesso mi sono arresa e sto tornando dalla mia famiglia . Pensavo che le ingiustizie esistessero solo nella mia terra, ma tutto il mondo è paese. Ho sbattuto contro un muro di indifferenza da parte dei miei superiori. A questo punto mi chiedo, è solo una procedura abituale del gruppo inditex, o la direzione generale ne è al corrente?”. A presto

  42. la colpa è di questi contratti Medioevali! purtroppo faremmo anche Noi come i datori di lavoro…..devono cambiare i contratti a termine o a collaborazione o altro! fin che ci sara precariato si avra sempre la spada di Damocle sopra la testa e con la paura di essere lasciati a casa e fare cio’ che ci dicono di fare! i sindacati? non possono fare nulla su queste situazioni contrattuali! è l’ italia del lavoro oggi! se si cambiassero le leggi …forse qualcosa cambierebbe!

  43. salve, vorrei sapere se per caso hai mai scritto qualcosa su chi ha lavorato in Autostrada… qualcosa anche io l’avrei da raccontare…

  44. Anch’io da oggi, che ho letto questo articolo, VOGLIO ESSERE una di queste gocce nell’oceano. Non metterò più piede da ZARA. In nessuna parte del mondo. E condividerò il Post. In bocca al lupo a tutti.

  45. Lavoro in Zara da undici anni ..che dire…

  46. Ho letto l’articolo di Martina dopo l’ennesima chiusura fianco a fianco ad una ragazzetta di 26 anni incaricata di negozio…che ti parla con un Arroganza ….una Boria …una strafottenza ….da accapponare la pelle. ….
    Purtroppo molto molto lo fa il responsabile che ti capita la sfortuna di avere….e noi da quando abbiamo sta ragazzetta è peggio che essere in un campo di concentramento……non possiamo scambiare due parole tra di noi x tutto il turno nemmeno mentre pieghi….se chiedi di fare pipì mentre sei in bagno nemmeno il tempo di farla ti chiamano al rapporto….ti parlano e trattano conobbe fossi un robot…la mole di lavoro è estenuante..gli orari nei centri commercial non ne parliamo….ma questo dipende non dalla catena ma da questo sistema orrendo in cui viviamo.
    Personalmente trovo che a livello tecnico non chi si possa lamentare…ovvero stipendi e serietà ma dal canto umano come si vive nei negozi è un incubo! Che poi la stessa ragazzetta è capace di chiacchierare x decine di minuti con le altre responsabili appiccicata al tgt…..cmq il problema è che in giro ce anche di peggio…è uno schifo ovunque.sono rarità i posti di lavoro in cui cd ancora equilibrio tra umanità e professionalità.
    Per non parlare cmq di quei clienti che entrando alle 22 in negozio ti guardano male eti dicono “ma state già chiudendo”!?!
    Senza vergogna!!! Avrei due bambini a casa….e mi piacerebbe almeno vederli prima di metterli a letto…..considerando che oltretutto dopo la chiusura ddl negozio hai ancora un’ora di lavoro!!!
    Un incubo!!

  47. Grazie a voi tutt!..i,una curiosità..se posso permettermi …e se qualcuno sa darmi risposta…
    Ma “la malattia dei bambino” …intendo quella x cui la pediatra fa il certificato di assistenza al figlio che magari ha la febbre alta o simili….x bambini sotto i tre anni è normale che non venga in alcun modo retribuita!? !!!??!!
    Io sono sempre più indignata!!

  48. Grazie della risposta! Anche se lo trovo assurdo!

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