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Marylou P. e Le Confessioni di una Cassiera

Fare la cassiera è un mestiere anonimo. Ma dietro i mestieri anonimi ci sono persone: madri, padri, nonni, mariti, mogli, figli.” … “Ah quasi dimenticavo, dietro un mestiere anonimo ci sono soprattutto sogni e speranze”… Comincia così la chiacchierata con Marylou…

La mia curiosità non va in vacanza e, stimolato dalla sorpresa dei tanti “mi piace” ottenuti dal post L’insostenibile solitudine della cassiera e dalle altrettante richieste di iscrizione al gruppo facebook aperto al riguardo, ho cominciato a gironzolare in rete per rendermi conto di cosa “si muovesse” attorno a questo argomento… E’ stato così che mi sono piacevolmente imbattuto nella pagina facebook di Marylou: “Le Confessioni di una Cassiera”.

Non ho potuto fare a meno di notare la capacità che Marylou mostra nel riportare i fenomeni così come essi si presentano nella realtà, capacità accompagnata da una vena di ironia che caratterizza il racconto di quanto, all’insaputa di molti, avviene all’interno di un supermercato. Ed ecco spiegati gli oltre 20.000 “mi piace” sulla frequentatissima pagina facebook. Ma non voglio dilungarmi e, nel ringraziare Marylou di avermi concesso un po’ del suo tempo e la possibilità di svelare il suo lungo anonimato sul web, vi lascio al suo eloquente racconto di un mestiere anonimo fatto anche di sogni e di speranze… 
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Ciao Francesco, prima di tutto credo sia opportuno che a questo punto il mio anonimato anche sul Web abbia un nome. Io sono Marylou P.
“Le Confessioni di una Cassiera” è una pagina facebook attiva ormai da quasi 5 anni. Inizialmente il nome era “Le Tribolazioni di una Cassiera”, ispirato al libro di successo della nostra ex collega francese Anna Sam. Di giorno in giorno vedevo, con mio gran stupore, che la pagina aveva sempre più consensi e allora, per evitare problemi con il copyright, il nome ufficiale si è trasformato in quello attuale.
Da qualche mese ho creato anche il blog “leconfessionidiunacassiera”. Oltre questo, ovviamente, sono una cassiera in un grande supermercato da 7 anni. Brevemente ti racconto di come è nata l’idea di una pagina Facebook. Come in ogni lavoro, all’inizio si è entusiasti e non si notano le “rogne” che caratterizzano il mestiere, queste ultime, tra l’altro, aumentano se ti trovi a contatto con la clientela.
Dopo un annetto che mi ero “arruolata” nella GDO (grande distribuzione organizzata), iniziai a notare che i miei malumori dovuti alla stanchezza del lavoro o ad episodi particolari accaduti durante la giornata, che condividevo con la mia famiglia, a volte erano pesanti da ascoltare e mi accorsi che coinvolgevo i miei in qualcosa di a loro sconosciuto.
Fu così che una sera estiva mi venne l’idea di creare questa pagina facebook dove pensavo di condividere esperienze ed episodi con chi, come me, faceva la cassiera in un supermercato. Adesso la pagina vanta più o meno 20.800 like. E pensare che era nato come un gioco! Io mai mi sarei aspettata una cosa simile. È bello sapere che non sei sola. Come ti dicevo, qualche mese fa invece è nato il blog dove non mi limito a postare immagini o post brevi. Mi dilungo un po’ di più analizzando argomenti specifici e sto collaborando con una persona per la realizzazione di disegni a tema e di una striscia a fumetti che verrà pubblicata una tantum, sempre sul blog.
Naturalmente tutto ambientato all’interno di un supermercato. Naturalmente tutto prodotto da chi in un supermercato ci lavora! Il mio intento è raccontare il mio lavoro con un po’ di umorismo e ironia pungente. Il punto di vista da dietro una cassa cambia radicalmente. Una cassiera deve ascoltare, prevedere, improvvisare, comprendere, immaginare e pazientare. Sembra un lavoro così, da stare dietro un bancone e battere gli articoli, quasi noioso, invece non lo è affatto. Come ti dicevo, dietro un lavoro anonimo come la cassiera c’è molto di più.
Ovviamente so che ci sono lavori più pesanti e condizioni peggiori all’interno di un supermercato, ma io parlo in base a quello che conosco e che vivo sulla mia pelle. Ci sono situazioni che per una persona idealista come me sono scomode sia a livello emotivo che sociale. Il benessere collettivo deve essere qualcosa per tutti e il bello è che c’è la possibilità di ottenerlo ed invece stiamo sprofondando sempre di più in una condizione sociale di finto benessere dove crediamo di essere liberi di prendere decisioni ma in realtà non lo siamo affatto.
E questo mi fa rabbia perché dietro una cassa si vede la società che cambia, le abitudini, i vizi delle persone. La cassiera è come se fosse dietro uno specchio speciale, sai, di quelli dove tu puoi vedere tutto ma chi sta dall’altra parte vede solo il suo riflesso? È così fare la cassiera o la commessa. Tu sei lì mentre la stragrande maggioranza vede solo al proprio interesse. Ma forse io, oltre ad essere una cassiera, sono un’acuta osservatrice o non so. Fatto sta che ho dei sogni ed uno di quelli è di diventare una scrittrice. Magari inizierò col scrivere un libro sulle confessioni di una cassiera o chissà. Purtroppo i sogni spesso sono soffocati dalle necessità di sopravvivenza.
Insomma, quella pagina facebook è uno sfogo, anche se gestire tutto adesso non è facile perché, oltre il web e la cassa, ho una vita anche io…. però questo sfogo aiuta a non arrendersi, aiuta a non sentirsi sola. Aiuta a rendersi conto di ciò che ti circonda senza dare nulla per scontato. Aiuta sapere che quando qualcuno finisce di lavorare e la sua è stata una giornata difficile va nella pagina facebook e ride, si sfoga.
Aiuta anche me a credere che forse quel cassetto dove ho riposto il mio sogno un po’ si sta aprendo… Ciao Francesco, adesso vado a vestire i panni della cassiera.

Prendo in prestito le parole di Paulo Coelho per fare i miei migliori auguri a Marylou P. e a tutti quelli che, nell’ombra di un mestiere anonimo, rincorrono i propri sogni: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.”


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About Francesco Iacovone

Mi occupo di tutela collettiva dei diritti dei lavoratori. A me piace definirmi un lavoratore prestato al sindacato, anche se formalmente faccio parte dell’Esecutivo Nazionale USB... [Read more]

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