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Natale amaro per la commessa Coop: “costretta a licenziarmi”

Beh, questo post su Facebook mi è stato segnalato da molti lavoratori Coop. Un post in un gruppo privato riservato a loro, che io lo pubblicherò omettendo i dati personali di chi lo ha scritto. Lo pubblicherò oggi, vigilia di Natale, come appello ai vertici cooperativi. Sperando che lo raccolgano e facciano trovare sotto l’albero di Natale di questa donna, provata dalle cose della vita, il suo posto di lavoro. Buone feste a tutti!!

Buongiorno a tutti… questi credo saranno i miei ultimi giorni come dipendente Coop… Sono in questa azienda da ben 19 anni, prima in Coop Lombardia poi in Novacoop. Poi, due anni fa a causa di problemi gravi di salute di mia mamma, una malattia neurodegenerativa chiamata PSP  che fa parte dei parkinsonismi, ho preso i due anni di congedo straordinario e mi sono trasferita nelle Marche. Per stare accanto ai miei che abitano li, a Campofilone provincia di Fermo. E nel frattempo mi sono anche separata e mio figlio di ora 9 anni è con me. In questi due anni la situazione si è molto aggravata e mamma, secondo il neurologo, è al termine del percorso della malattia. Ma come se non bastasse, nel frattempo anche mio padre ha i suoi problemi: porta con se la bombola d’l’ossigeno e ha problemi al cuore. È evidente che per me tornare a Torino è impensabile. Oltretutto, essendo separata e non essendo di Torino, non ho appoggi e non ho neanche una casa dove andare. Ho cercato in tutti i modi di entrare in Coop qui, nelle Marche. Capisco che bisogna dare le dimissioni ed essere riassunti, ma sinceramente – dopo 19 anni di servizio – speravo in un po’ di aiuto da parte delle cooperative, visto la grave situazione (il bambino va a scuola qui da 2 anni e mezzo oltretutto), ma invece, ahimè credo che dovrò rassegnarmi a perdere il lavoro e cercare altro, e a 49 anni non sarà facile. Mi dispiace perché io in Coop ci sono stata bene, ma questa volta è stata una delusione. Un’azienda che dice di prodigarsi tanto per fare il bene: la violenza sulle donne, le terre liberate dalla mafia, il razzismo, il caporalato… Tante belle cose per gli altri ma nessuno, e dico nessuno, ha voluto dare una mano a una dipendente che ha lavorato per voi – per ben 19 anni – in una grave situazione familiare. Tanta bella pubblicità per aiutare gli altri, ma non siete capaci di aiutare chi avete in casa da una vita… Il 3 gennaio mi scade il congedo, non posso tornare a Torino e sarò costretta a dare le dimissioni. E questo lo trovo inaccettabile! Buone feste!!

About Francesco Iacovone

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Un commento

  1. Bè sono mortificata e soprattutto indignata …non si può leggere e non condividere il vissuto dì ❤️❤️❤️ questa NOSTRA DONNA madre figlia e moglie separata… CHI PUÒ e DEVE L’AIUTI. In un PAESE civile ed evoluto si può e si DEVE fare. Il MIO DOLORE incredibile e la mia sofferenza unite alle SUE. Intanto le auguro un SERENO NATALE. Baci e abbracci X i SUOI CARI.

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