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Primo Maggio: il dolore della commessa

Verso il Primo Maggio: questa è la e-mail disperata di Samantha, commessa in uno dei tanti marchi della GDO. Sembrerebbe tutto assurdo, se non fosse vero e sempre più frequente. Ed è sempre più necessario riprenderci la dignità che quel Primo Maggio ci consegnò e che avremmo dovuto custodire meglio. Vi lascio alle sue parole:

Buonasera Francesco,

Innanzitutto merita un applauso a mille mani per tutti i commenti e le pubblicazioni a difesa di tutti i lavoratori… Grazie!!!

Non saprei neanche da dove cominciare…

Mi presento ho 42 anni e sono mamma di due bambini di 5 e 6 anni, ho un compagno che lavora su turni compreso il turno di notte a 50 km dalla nostra città; io lavoro in una multinazionale dal 2011 a circa 23 km da casa ovviamente nella GDO!!!

Nel 2012 e poi 2013 ho avuto i miei meravigliosi bambini, quindi rientrata dalle due gravidanze mi è stata fatta la proposta di fare un part time. Premetto: prima della nascita dei miei figli lavoravo full-time;

Sembrava mi avessero letto nel pensiero in quanto per potermi dedicare alla famiglia e desiderosa di vederli crescere mi sembrò la soluzione migliore…!!!

Le cose non andarono proprio così in quanto ad oggi lotto ancora tutti i giorni per una turnazione a rotazione per occuparmi della mia famiglia.

Lavoravo nella GDO a 10 km da casa con turni basati esclusivamente su esigenze aziendali…

Per un anno non feci mai una domenica o un festivo in famiglia (nonostante il team ruotasse a turnazione con una domenica libera). A me, lavorando part time,  veniva sottolineato che non ne avevo diritto in quanto avevo già un orario agevolato… Agevolato per chi?

Ma tutto sommato lavoravo 5 gg a settimana e la restante parte la trascorrevo a casa!!

Non mi  sembrò giusta questa non parità così chiesi di beneficiare anch’io di una domenica libera accodandomi ai colleghi ( n team composto da 7 persone me compresa), ovviamente mi misi in discussione e mi venne concesso il sabato compatibile con il riposo del mio compagno…

Si susseguì poi una dequalificazione del mio ruolo e dopo poco mi trasferirono a 50 km da casa in un negozio del centro storico  che prevedeva la chiusura in pausa pranzo di 3 h!!!

I miei bambini non frequentarono l’asilo nido e in nostra assenza la persona che si occupa di loro è la nonna materna.

Dopo l’intervento di un avvocato ottenni la possibilità di restare nel negozio più vicino a casa fino al compimento del 3 anno di vita del mio bambino ed un ORARIO DEPOSITATO  con turni alternati mattina/pomeriggio dal martedì al venerdì , il sabato giornata intera e domenica mattina al lavoro.

Il giorno dopo il terzo compleanno di mio figlio mi trasferirono… stravolsi di nuovo la mia vita familiare , cambiarono il personale nel Punto Vendita , poi lo store manager e poi l’area manager!!!

Ci fu il caos!!!

Trascorsero quasi 2 anni e con l’arrivo di un nuovo area e store manager buttarono di nuovo tutto a monte!!!

L’area  manager strappò i miei orari depositati dicendomi con ironia che avevo firmato la clausola flessibilità quindi non valevano nulla.

E così  ricominciai a lottare. Perché ora quegli orari depositati in un tribunale in presenza di un giudice del lavoro non hanno più valore??? E poi perché ora viene a galla la clausola flessibilità???

Non sapevo come difendermi… come spiegare ancora ai miei piccoli bambini che la mamma non c’era … non poteva andare a prenderli alla materna… non poteva accompagnarli … non poteva trascorrere del tempo con loro pur facendo un part time!!!

Andai in tilt… lavoravo con l’ansia… subivo vessazioni dalla mia store manager e ad ogni errore anche banale che commettevo lei scriveva mail all’area manager… ero alla frutta… tormentata… depressa… triste…

Finché un giorno mentre lavoravo…

il battito cardiaco iniziò ad aumentare a dismisura ,mi tremavano le gambe, mi accasciai sulla sedia e inizia a respirare affannosamente… avevo le mani gelide pensai ad un infarto e credetti di morire… lei mi guardo’ stupefatta e fui ancora ad urlare di chiamare un dottore…

Arrivò l’ambulanza e mi portarono in ospedale dopo vari accertamenti l’esito fu :

“Attacco di panico”!!!

In ospedale mi chiesero se in passato avessi mai avuto altri episodi simili e io risposi con sincerità: ”NO” !!!

Stetti a casa dal lavoro quasi un mese…

Feci una cura che mi diede la psichiatria…

Ero spenta.. spaventata al solo pensiero che mi potesse capitare ancora!!

Sconsolata davanti agli occhi dei miei bambini!

Lottavo tutti i giorni per ottenere il solo diritto di potermi dedicare un po’ a loro… ma poi… poi il crollo… !!!

Rientrai al lavoro .. non avevo scelta!!!

Mi fecero fare tutta l’estate a sostituire colleghi assenti per ferie, malattia, in trasferta in altri punti vendita…!!!

Finché finalmente ad ottobre 2018 mi trasferirono in un altro Punto vendita a 22 km da casa in un altro centro commerciale…!!!

Ne fui felice perché ritrovai una collega con cui lavorai in passato e una store manager che già conoscevo e di cui avevo stima!!

Peccato che l’area manager è lo stesso e quindi pur essendo in un ambiente accogliente le regole per me non sono cambiate …

Ma è possibile che debba lavorare 6 giorni su sette???

Ma è possibile che debba fare 5 chiusure a settimana???

Significa vedere i miei bambini 2 giorni alla settimana…

Rincasare 5 giorni a settimana alle 21.00 equivale a fare un full time..???

Siamo schiavi… senza diritti… senza umanità!!!

Ad oggi continuo a vedere la mia psichiatra l’unica valvola di sfogo che mi rimane!!!

Ora chiedo a lei sig. Francesco cosa dovrei fare…!!!???

Mi mancano i miei bambini!!

Grazie per avermi ascoltata

Buona Primo Maggio

Io lo passerò a lavorare fino alla chiusura.

Tornando a casa immaginerò come sarebbe stato bello poter trascorrere almeno  una di queste giornate di festa con i miei cuccioli e rincasando mi rattristerò quando  li troverò addormentati!!!

Samantha

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Un commento

  1. Siamo tutti nella stessa barca.
    Il governo, il sindacato dovrebbero tutelare la nostra persona a lavoro.
    Ma non è così.
    Non siamo abbastanza Uniti per lottare, perché sempre sotto ricatto aziendale.
    Buon primo maggio a tutti noi, che lavoriamo.

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