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Razzismo a Milano, insultata al supermercato: “Ti spezzo le gambe, Ti sparo in testa brutta cinese di merda”


Una donna cinese è stata insultata, sbeffeggiata e umiliata all’interno di un supermercato. L’episodio è rimasto immortalato in un video che sta girando in queste ore in rete. Le immagini, riprese col cellulare dallo stesso personaggio che insulta la signora asiatica, sono eloquenti.

A scatenare l’ilarità – e la rabbia – del bullo pare essere il fatto che la vittima non parli italiano. Sembra che la signora avesse chiesto all’uomo un informazione sul prezzo di alcune bottigliette di acqua esposte in uno scaffale di quello che sembra essere negozio della catena Iper. Il giovane – si deduce apparentemente dalla voce – si scatena con quella che lui stesso definisce supercazzola, cioè una serie di frasi prive di senso logico, mista ad insulti razzisti. La notizia è stata rilanciata da MilanoToday.

Gli insulti alla signora cinese al supermercato Iper

“Signora, ma qua siamo in Italia, è inutile che mi parla in cinese. Deve tornare in Cina se vuole parlare in cinese”, introduce prima di cominciare con la frase insensata per disorientare la povera vittima. Poi, per un momento, si ha la sensazione che sia finito lo scherzo di cattivo gusto: il ragazzo si china e le indica il prezzo relativo alla bottiglia che interessa alla donna. Ma, visto che la vittima sembra non comprendere, il triste protagonista, anche davanti ad un commesso del supermercato, comincia con gli insulti violenti e razzisti.

“Senta cazzo di cinesa – la incalza, mentre la donna sorride – già siete venuti nel mio cazzo di Paese a distruggere tutto il mercato. Prima che ti spezzo le gambe. Ti sparo in testa brutta cinese di merda”, le dice mentre da dietro le simula il gesto della pistola sulla nuca. “Bastarda”, chiude. Senza che il commesso faccia nulla in difesa della cliente, anzi, ride e pare suggerire all’uomo col cellulare in mano di darle “un colpo in testa”.

Le immagini stanno sollevando un’ondata di solidarietà verso la signora asiatica, la cui unica colpa è quella di non parlare, né capire, l’italiano. In primis la comunità cinese di Milano e Briazola. Non è chiaro nemmeno l’identità del bullo.

Una ragazza di origini cinesi, da tempo residente nel Milanese, E. J. L., ha scritto una sorta di lettera aperta all’Iper. La giovane ha riferito a MilanoToday che la catena di supermercati avrebbe cancellato i commenti di diverse persone cinesi che hanno postato sulla bacheca della catena chiedendo chiarezza e provvedimenti in merito.

“Come comunità – scrive nella lettera – chiediamo giustizia. Un vostro dipendente è stato profondamente scorretto, e vi chiediamo di identificarlo in modo da poter sporgere denuncia nei suoi confronti. Vi chiediamo inoltre di prendere seri provvedimenti disciplinari nei confronti di questa persona, che ha fatto una cosa gravissima, per mille motivi”.

Iper: “Siamo sbigottiti e chiediamo scusa alla nostra cliente”

Dopo la lettera aperta Iper risponde alla donna. “Veniamo solo ora a conoscenza di questo video grazie alle vostre segnalazioni. Siamo sbigottiti e chiediamo scusa alla nostra cliente, vittima di un comportamento inqualificabile e deplorevole, e con essa a tutti i nostri clienti”, scrivono. 

“Stiamo analizzando attentamente il filmato, approfondendo i fatti; prenderemo immediati e adeguati severi provvedimenti nei confronti di qualunque dipendente Iper risulti coinvolto. Vi ringraziamo per averci permesso di venire a conoscenza di un episodio così grave e intollerabile”, conclude l’azienda.“

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