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Roma pianga, un bambino non deve morire nell’ascensore della Metro A

Stasera Roma pianga. La tromba di un ascensore della metro A ha fagocitato la giovane vita di un bambino, a un paio di fermate da me. Una mamma e un papà disperati per una morte tanto assurda. Una città decadente e degradata, spolpata fino all’osso da chi si è arricchito sui beni comuni. Roma e i romani piangano quella giovane vita e si rammarichino di non aver fatto abbastanza.

Stasera io piango, mentre ascolto le dichiarazioni di facciata dei politici che hanno privatizzato la città; mentre il Sindaco Marino dichiara il lutto cittadino per il giorno di quei funerali che si sarebbero dovuti svolgere tra 90 anni; mentre si osserva un ipocrita minuto di silenzio durante gli spettacoli: dal Teatro dell’Opera all’Auditorium e Santa Cecilia. Mentre si annullano i dibattiti della festa dell’Unità, zeppi di “privatizzatori”.

Stasera Roma pianga, piangano i cittadini che non hanno fatto abbastanza per impedire questo scempio; piangano quelli che alle prossime elezioni voteranno i soliti noti; piangano quelli che non prendono posizione, che “tanto è così e non può cambiare”; piangano quelli che “il marcio lo vedo, ma che ci posso fare”. Pianga chi non ha coraggio, chi ha smesso di sognare e di lottare, pianga chi non se la sente e chi non vuole.

Stasera Roma alzi la testa e, tra le lacrime, abbia il coraggio di dire basta… Con il piccolo Marco nel cuore!!

About Francesco Iacovone

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3 Comm.

  1. Ho sentito le parole della mamma, non ho un figlio quindi non credo neanche di poter immaginare lontanamente… Provo una immensa vergogna e piango… piango per quello che poteva esser fatto… piango perché non si è fatto.

    • Caro/a Anonimo, credo che nessuno di noi possa immaginare il dolore di quella madre, di quel padre. Il dolore per una perdita assurda e innaturale. Un padre ed una madre che sopravvivono ad un piccolo con tutta la vita davanti… Non si può, non si deve morire così!!

  2. Dolore e rabbia

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