Troppi morti nel commercio: vaccinate i commessi

I commessi della grande distribuzione chiedono che anche a loro sia fatto il vaccino contro il coronavirus. “Vediamo migliaia di persone ogni giorno, siamo la quarta categoria a rischio”, spiegano a Fanpage.it. Iacovone (Cobas): “L’Inail ha certificato che nel 2020 le morti sul lavoro del settore sono aumentate del 67% e molto probabilmente sono tutte ascrivibili al covid. La condizione è questa e ci dispiace sia emersa ora dopo la morte di due lavoratori”.

“Siamo la quarta categoria di lavoratori a rischio e vorremmo da parte dell’istituto della sanità una vaccinazione per come è stata fatta per polizia, carabinieri, ecc… anche per chi lavora nel settore della grande distribuzione. La morte di Rudy è una notizia molto brutta ma che sotto un certo aspetto ci aspettavamo perché lavorando nella grande distribuzione e stando a contatto con centinaia e centinaia di persone è una cosa che non doveva accadere ma è accaduta”. A parlare ai microfoni di Fanpage.it è Sauro, dipendente di un supermercato di Roma. In seguito alla morte di Rudy Reale, direttore del Todis nel quartiere Marconi, si sono riaccesi i riflettori sul tema della vaccinazione ai lavoratori dei supermercati. Che non si sono mai fermati, nemmeno durante il lockdown, e anzi hanno lavorato ancora più duramente. Per ore al chiuso, al contatto con centinaia di persone.

“Nel 2020 +67% di morti tra lavoratori del commercio”

Pochi giorni prima di Rudy è morto Riccardo, commesso del Carrefour. Due decessi ravvicinati che preoccupano molto i lavoratori dei supermercati. “Non possono fare lo smart working, stanno ore dentro un posto chiuso e male aerato, è chiaro che rischiano molto – dichiara Francesco Iacovone del sindacato Cobas – l’Inail ha certificato che nel 2020 le morti sul lavoro del settore sono aumentate del 67% e molto probabilmente sono tutte ascrivibili al covid. La condizione è questa e ci dispiace sia emersa ora perché ci sono state due morti a ridosso che noi come organizzazione sindacale siamo riusciti a raccontare, perché in realtà il problema sta nel taciuto. Preferiscono mettere la polvere sotto al tappeto per paura di danni d’immagine e nel frattempo questi lavoratori si ammalano in tanti, e più di qualcuno muore”. La situazione nei supermercati non è semplice. Sauro racconta come più di un suo collega sia stato aggredito da persone con la mascherina abbassata solo per aver chiesto di indossarla correttamente. Una situazione ormai arrivata allo stremo. Senza considerare la preoccupazione che tutti loro hanno quando tornano a casa dai propri cari, dopo aver visto centinaia di persone al chiuso in un giorno solo.

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